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Utili ai lavoratori: ecco la proposta | L’iniziativa

La Lega si ispira alla Germania per normare la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle grandi aziende.

Il Carroccio, scrive MF-Milano Finanza, ha presentato alla Camera una proposta di legge che riforma il Codice Civile per garantire il diritto alla cogestione nelle società con oltre i 2.000 dipendenti tramite il consiglio di sorveglianza e per prevedere attraverso una delega al governo l’incentivazione di forme di partecipazione anche nelle realtà più piccole.

Quasi una controproposta rispetto all’alleanza tra Partito Democratico, Azione, M5S, Verdi e Sinistra per fissare il salario minimo a 9 euro.

Non a caso i leghisti richiamano nella relazione che introduce il provvedimento le diverse correnti culturali che si sono fatte promotrici di forme partecipazione nel corso dei decenni: dottrina sociale della Chiesa, riformismo socialista, le componenti più aperte del liberalismo e l’area della destra più sensibile alle tematiche sociali.

Primo firmatario della proposta è il capogruppo a Montecitorio Riccardo Molinari.

L’obiettivo è “ricercare formule per le quali la risorsa umana diventi sempre più un soggetto della produzione attraverso il pieno coinvolgimento nelle dinamiche di imprese”.

Per le imprese di maggiori dimensioni ritagliare un ruolo per i lavoratori sarà di fatto obbligatorio.

La Lega intende così “governare l’innovazione tecnologica indirizzandola ai fini di sviluppo e occupazione”.

In questo senso coinvolgere i lavoratori “amplia la visione strategica verso un orizzonte di medio e lungo periodo”, si legge nella relazione che accompagna il provvedimento.

Il modello cui i deputati leghisti si richiamano in modo esplicito è quello dell’ordinamento tedesco.

Per le aziende con almeno 2.000 dipendenti è prevista, ad esempio, la distribuzione di una quota dei profitti, anche con l’assegnazione di azioni e l’accesso a quote, gestiti attraverso la costituzione di associazioni di dipendenti “che abbiano tra gli scopi un utilizzo non speculativo delle azioni”.

Il consiglio di sorveglianza sarà composto da rappresentanti degli azionisti e dei lavoratori o con un accordo con i sindacati o su una proposta aziendale approvata dalla maggioranza dei dipendenti.

La proposta prevede anche consultazioni formali e procedure vincolanti sulle decisioni più rilevanti per l’impresa.

Per quanto riguarda le aziende più piccole, anziché un sistema obbligatorio di cogestione è previsto che esse possano adottare “uno statuto partecipativo che legittimi l’accesso a specifici benefici di natura fiscale o finanziaria”.

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