In merito alle voci su un possibile interesse per l’azienda di Silvio Berlusconi, nella quale ha iniziato la sua carriera, Urbano Cairo ha risposto: «Mediaset è un’azienda non contendibile». A New York per una serie di incontri, ma «non a cercare soci o investitori», il presidente di Rcs esclude anche una sua discesa in politica: «credo che sia una cosa assolutamente impossibile. Non voglio dire che la politica non mi piace, però, non è una cosa che posso fare».
Intervenendo a un evento organizzato dal Gei, Gruppo Esponenti Italiani, Cairo spiega come a suo avviso «Piersilvio e Marina Berlusconi abbiano tutta l’intenzione di tenere l’azienda perché sono molto legati all’impresa fondata dal papà, e non la vogliono minimamente vendere». È un «non issue così come Mondadori. Credo che non succederà nulla: l’azienda va anche bene, guadagna e non c’è alcun bisogno di vendere», precisa Cairo osservando come il caso Mediaset è ben diverso da Rcs che, quando è stata scalata, era «contendibilissima».
Cairo non lascia adito a dubbi neanche su una possibile discesa in politica sulle orme di Berlusconi. «Nel momento in cui si ha un gruppo che fattura più o meno 1,3 miliardi, con 4.500 dipendenti e 4.500 collaboratori, quindi circa 10.000 famiglie che vi sono connesse, prima di pensare a cose diverse ed esterne come la politica, è meglio pensare al gruppo, a farlo andare bene, ad avere responsabilità».
È per questo – aggiunge – che una sua discesa in politica è «una cosa assolutamente impossibile. Non voglio dire che la politica non mi piace, però non è una cosa che posso fare. La politica la seguo da un osservatorio privilegiato». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani «ha preso in mano le cose» in Forza Italia «in modo molto serio, responsabile e deciso, di concerto con Marina. Mi sembra ci sia tutta la voglia di andare avanti. Penso che le cose procederanno».
Il presidente di Rcs invita poi a lasciar lavorare il governo Meloni. «È un momento complicato da tanti punti di vista. Lo scorso anno, grazie anche al governo Draghi, l’Italia è cresciuta bene, meglio di altri paesi europei. Quest’anno l’occupazione sta andando bene. C’è una buona attività di governo. Dobbiamo lasciar lavorare il governo, mi sembra che le premesse siano buone e speriamo che tutto proceda bene».
A New York Cairo è impegnato in una serie di incontri, dal New York Times al Wall Street Journal passando per il Washington Post e altre «aziende un po’ corsare, interessanti, diverse». Ma non nella ricerca di “soci o investitori”: «siamo un’azienda che non ha debiti e che ha capacità di credito, non ce n’è bisogno», chiarisce il presidente di Rcs riservando le sue ultime parole nel suo intervento al Gei al calcio e al suo Torino. Esortando ad aspettare sulle trattative per i diritti tv della Serie A, il presidente del Torino: «Dobbiamo essere molto ambiziosi, non c’è dubbio».








