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Unimpresa, salvare le Pmi dalla catastrofe autunnale

«Quattro sono i nodi ‘gordiani’ da sciogliere per salvare il prezioso tessuto produttivo delle piccole  e medie imprese italiane dalla catastrofe autunnale: la crisi della liquidità, la giungla degli adempimenti fiscali, la   deburocratizzazione e il potenziamento della digitalizzazione del  settore». È quanto sottolineato dal neo segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro (nella foto), oggi a Castellammare di Stabia, nel corso della riunione del Comitato di presidenza di Unimpresa.     

Secondo Lauro «la drammatica fragilità finanziaria delle piccole e medie imprese italiane, con il rischio, in autunno, di una mortalità del 40% delle prime e del 30% delle seconde, come paventato contemporaneamente dall’Ocse, da Bankitalia e dalla Commissione Europea, sta mettendo in pericolo l’intero sistema economico italiano, perché quel prezioso tessuto produttivo, che contribuisce per il 70% al valore aggiunto dell’economia nazionale, ne ha garantito il successo, dal secondo dopoguerra, e ne ha caratterizzato significativamente l’originalità, verso il resto del mondo (il celebrato Made in Italy), tramite l’inventiva, l’innovazione e la creatività di centinaia di migliaia di imprenditori, nonché di artigiani di eccellenza, presenti sull’intero territorio nazionale».

Per tali ragioni, Unimpresa «si batterà affinché una parte   significativa delle risorse del Recovery Fund possano essere indirizzate alle pmi, nelle modalità da definire, al fine di evitare la desertificazione del settore».

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