Trano: “Nel Decreto Rilancio 12 miliardi di aiuti veri per le imprese”

Raffaele Trano, presidente della Commissione finanze alla Camera e membro della Commissione di vigilanza su Cassa depositi e prestiti ha rilasciato una dichiarazione che riguarda le imprese che più risentiranno della crisi legata al Coronavirus.

LE PAROLE DI TRANO
“Alle imprese messe in crisi dall’emergenza coronavirus servono fatti e non parole. Un aiuto concreto arriva ora con una convenzione, prevista dal Decreto Rilancio, tra il Ministero dell’economia e delle finanze e la Cassa depositi e prestiti, finalizzata al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali, delle Regioni e delle Province Autonome, maturati alla data del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali. Sono stati inoltre approvati i ‘contratti tipo’ per la concessione delle relative anticipazioni di liquidità in favore degli enti. Con le richieste delle anticipazioni, che avranno durata fino ad un massimo di trenta anni e saranno regolate ad un tasso fisso dell’1,226%, da presentare a Cassa depositi e prestiti tra il 15 giugno e il 7 luglio prossimo.

Grazie alla convenzione si stima che le imprese e gli altri creditori della pubblica amministrazione potranno ottenere 12 miliardi di euro, 8 destinati al pagamento di debiti commerciali e i restanti 4 ai debiti degli enti del servizio sanitario nazionale. Cassa depositi e prestiti comunicherà infine all’ente beneficiario la concessione dell’anticipazione entro il 24 luglio 2020. Per la ripartenza lo Stato non può che avere un ruolo centrale, a partire da un piano forte di opere pubbliche, e a tal fine diventa determinante che le pubbliche amministrazioni si mostrino come committenti affidabili, in grado di pagare in tempi certi le società appaltatrici. Troppe volte abbiamo assistito a fallimenti di aziende andate in crisi dopo aver atteso troppo a lungo che gli enti pubblici per cui avevano lavorato saldassero le somme dovute. Il Covid-19 ha per forza di cose tracciato nuovi modelli di società e anche sul fronte dei debiti della pubblica amministrazione auspico che l’iniziativa presa dal Mef e da Cdp apra un nuovo corso”.

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