“Nessuno immagina che il Piano nazionale di ripresa e resilienza abbia risolto problemi storici stratificati in decenni.
Il Pnrr non dovrà essere quindi ricordato soltanto come una grande stagione di investimenti pubblici, ma come il momento in cui l’Italia ha iniziato a costruire una nuova visione del proprio sviluppo, rimettendo il Mezzogiorno al centro delle prospettive economiche, energetiche e geopolitiche della nazione e dell’Europa”.
Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, lo dice nel videomessaggio indirizzato alla quinta edizione del “Forum Verso Sud, la strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, organizzato a Sorrento da Teha, “The European House Ambrosetti”.
Foti parla del futuro dell’Italia oltre il Pnrr, e ricorda che la “trasformazione digitale e l’innovazione valgono circa 9 miliardi di euro e stanno contribuendo a rendere più moderno ed efficiente il rapporto tra cittadini, imprese e istituzioni.
La transizione ecologica rappresenta indubbiamente la voce più rilevante del Sud, con circa 16 miliardi di euro destinati a energie rinnovabili, a sostenibilità ambientale e a sicurezza energetica.
Alle infrastrutture e alla mobilità sostenibile sono destinati circa 15 miliardi di euro fondamentali per ridurre le distanze e rafforzare i collegamenti.
Su istruzione, formazione e ricerca – prosegue il ministro Foti – l’investimento previsto è circa 8,6 miliardi.
Perché è da qui che passa il futuro del Mezzogiorno: dalle scuole, dagli ospedali, dalle università e ovviamente dalla crescita del capitale umano, determinante soprattutto per evitare quella tendenza all’immigrazione verso il nord che ha sicuramente rappresentato nel corso di tanti anni, non soltanto una tendenza, ma anche una tematica di cui oggi si devono riscontrare gli effetti negativi.
Alla coesione sociale e alle politiche del lavoro sono stati destinati circa 6,5 miliardi di euro, mentre al settore della salute, alla sanità territoriale circa 5 miliardi di euro per rafforzare servizi di prossimità e qualità dell’assistenza”, aggiunge per poi sottolineare che “se di strada ne è stata fatta, tanta altra va ugualmente percorsa, ma all’insegna da una parte dell’ottimismo e dalla parte del realismo”.
Vanno cancellate, secondo Tommaso Foti, “alcune vocazioni fatalistiche o alcune versioni di comodo che spesso e volentieri facevano apparire il Sud come impossibilitato a raggiungere gli obiettivi.
In realtà gli obiettivi, come i fatti dimostrano, possono essere raggiunti e dal raggiungimento di quegli obiettivi non scaturisce altro che risultati positivi, che possono essere trasfusi non soltanto sul territorio locale, ma che diventano poi un veicolo di attrazione anche per investimenti, che io penso fatalmente siano destinati nei prossimi anni a vedere nel Sud il loro epicentro”, conclude.








