Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Tommaso Corcos, Fideuram: “Sul risparmio serve un ritorno al bilanciato”

Dopo un bimestre di mercati in altalena, in attesa di capire se le banche centrali non interverranno ulteriormente sul costo del denaro -aggiungendo così ulteriore incertezza sui listini- una delle soluzioni per evitare di assumere rischi eccessivi in portafoglio in vista dell’ultima parte dell’anno è riequilibrare il peso di reddito fisso ed equity.

Rispolverando così il classico concetto di portafoglio bilanciato.

Tommaso Corcos, numero uno di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, ne parla con MF-Milano Finanza.

Arriviamo da mesi un po’ incerti, ma da inizio anno avevamo visto una tenuta importante dell’azionario e movimenti molto interessanti nel reddito fisso, tornato di grande interesse. Come vede l’ultima parte d’anno?

Dopo una corsa per certi versi inattesa -a fine 2022 le previsioni sui mercati erano piuttosto cupe, figlie di una previsione di andamento economico piuttosto preoccupante- abbiamo visto l’economia americana e europea che pur a diverse velocità hanno fatto comunque bene.

E i mercati si sono adeguati.

Ora l’ultimo elemento di preoccupazione che si è aggiunto è questa sensazione che le banche centrali siano veramente vicinissime a finire il ciclo restrittivo.

Il tema si è spostato su quanto a lungo resteranno con una politica restrittiva e la velocità con la quale l’inflazione è salita e poi scesa.

Le aspettative sono che farà fatica a tornare vicina al 2% target che le banche centrali si sono date.

Stiamo arrivando a un livello a cui i tassi resteranno, forse per un periodo di tempo abbastanza lungo.

Come adeguerete i portafogli?

Oggi un portafoglio classico, che una volta veniva definito bilanciato, dà grandi possibilità.

Una costruzione semplicistica 50% azionario 50% obbligazionario, senza impazzire sulla diversificazione all’interno del reddito fisso, permette di avere due punti in più di rendimento percentuale rispetto a quello che si aveva l’anno scorso, a parità di volatilità.

Sono stati tre anni in cui abbiamo dovuto reagire a shock senza precedenti. Come è cambiata l’industria del risparmio, come ha reagito e come avete reagito voi.

La forza e i risultati di ciascun gruppo bancario o piuttosto che reti, sia stata un po’ figlia della capacità con la quale sono rimasti in contatto con la clientela, credo che questo sia forse il messaggio più importante.

Una volta si diceva: il giorno del minimo c’è solo il bugiardo che ha comprato.

A parte questo, quello che serve nei momenti difficili come sono stati gli ultimi tre anni è presentarsi al cliente e raccontare e quello che si vede e soprattutto aver sempre chiaro l’orizzonte temporale che ci si prefigge.

La valutazione giorno per giorno, l’ansia nel consultare le oscillazioni, servono molto a poco.

Il grande fenomeno da inizio anno è la forte raccolta sull’amministrato, in particolare trainata dai Btp.

Le condizioni di mercato vi fanno pensare che il trend continuerà?

Per quanto riguarda l’ultima parte dell’anno mi aspetto, visto anche la discesa dei mercati, di riuscire a convincere i nostri clienti a diversificare, perché ci ricordiamo tutti di anni più complessi come ad esempio il 2011, dove essere investiti soltanto sul Btp è stata alla lunga un investimento bellissimo, però con una volatilità che ha portato qualcuno a vendere in momenti che non avevano il giusto timing.

Credo sia giusto avere Btp in portafoglio, all’interno di un portafoglio diversificato.

Questi anni hanno anche confermato la centralità della consulenza finanziaria.

Anche i consulenti hanno bisogno di allineare la loro preparazione alle nuove sfide.

La prossima settimana festeggiamo il decennale della nostra Academy.

L’abbiamo creato dieci anni fa: diamo la possibilità ai nostri colleghi banker di approfondire una serie di tematiche con tutti i nostri partner; pertanto la strada della formazione, del contenuto e della ricchezza informativa che tu puoi dare con la nostra professione e contribuire anche alla diffusione di una cultura finanziaria maggiore, è fondamentale e credo che sia anche un compito, una responsabilità di attori protagonisti come lo siamo noi, di portare avanti la strada che porti a giusti investimenti.

I consulenti per anni hanno visto il digitale come un potenziale rivale ma ora lo stanno utilizzando perché sono i clienti ad utilizzarlo. Come vedete il tema della digitalizzazione?

La digitalizzazione è fondamentale e noi tutto quello che abbiamo fatto l’abbiamo sempre costruito con la convinzione che il banker sia al centro del nostro modello in primis con la sua relazione con il cliente.

Questa si pone al centro di tutto il nostro modello di sviluppo e su quello abbiamo costruito tutta l’innovazione dal punto di vista del digitale.

Tra i pochi effetti positivi del Covid ci sono stati in primis l’accelerazione del processo di digitalizzazione: noi ad esempio abbiamo quasi un 30/35% della rete che opera soltanto in digitale ed è un’attività decisamente importante.

Non ci dobbiamo dimenticare la nostra doppia veste: da un lato facciamo consulenza dall’altro ci focalizziamo sulle opportunità degli investimenti, sottolineando l’importanza dell’accelerazione dell’intelligenza artificiale e del contributo che ti può dare come banker nel veicolare una serie d’informazioni a un sempre maggior numero di clienti e le opportunità che si vengono a creare sul mercato.

Vi serviranno più consulenti in futuro? State assumendo?

Assolutamente sì.

Costituiamo sempre il punto di riferimento per chi vuol fare questa professione, i numeri dal punto di vista del reclutamento confermano la forza del nostro modello.

Case d’affari di tutto il mondo sono arrivate in Italia negli ultimi 20 anni perché il risparmio è uno degli asset principali del Paese. Come vede la tendenza al consolidamento?

Non credo che questo fenomeno ci riguarderà, ma è facile immaginarsi un’accelerazione del trend.

Lo abbiamo visto sempre negli ultimi anni, la tendenza è quella, poi magari ci sono fasi d’accelerazione e fasi in cui un po’ tutto si sopisce.

Adesso credo che -complice anche la pressione sui margini- è facile attendersi un consolidamento.

Chiudiamo con la nuova edizione di Btp Valore. Farà tutto esaurito come il precedente?

Credo che andrà molto bene.

Suggerisco sempre di investire nei Btp, senza però scordare il principio della diversificazione che resta fondamentale.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.