Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[Lo scenario] Il tesoro miliardario del gas salverà la Russia dal default. E Putin stamperà tutti i rubli che vuole

Le parole pronunciate in parlamento dal ministro alla transizione ecologica, Roberto Cingolani sono inequivocabili. Spiega di nuovo gli incrementi «ingiustificati» del prezzo del gas con differenziali che scoraggiano, avverte, lo stoccaggio. Perché in un anno i prezzi sono aumentati «di 5 volte in più», con il risultato che l’anticipo del riempimento dodici mesi fa sarebbe costato 3 miliardi e oggi, invece, sfiora i 15 miliardi. 

Salvati dal gas

E gli economisti Tito Boeri e Roberto Perotti sono convinti che il proprio il gas stia salvando l’economia russa dal collasso.

“I proventi dalla vendita di gas e petrolio proseguono. Anzi l’aumento dei costi porta più valuta estera e compensa lo stop agli asset della Banca centrale deciso dall’Occidente. Due giorni fa la Russia avrebbe dovuto pagare 117 milioni di dollari di cedole sul debito pubblico detenuto da investitori esteri. Ha 30 giorni di tempo per farlo, ma ha già fatto sapere che al più pagherà in rubli. Si tratta di cifre irrisorie, ma tecnicamente sarebbe il primo passo verso un default”.

400 miliardi di debiti 

“Su questo punto si è fatta parecchia confusione. Il debito del governo russo detenuto da stranieri è di 70 miliardi, di cui 30 miliardi in dollari e 40 miliardi denominato in rubli. Non è chiaro se la banca centrale russa consentirà di pagare gli interessi, nemmeno in rubli, e nemmeno sul debito denominato in rubli, ai detentori di paesi “ostili”, ma anche un default totale su tutto il debito estero del governo russo avrebbe un impatto limitato. Ma ovviamente sarebbe solo un primo passo: e ci sono altri 400 miliardi di debito estero privato” scrivono i due economisti in un’analisi per il quotidiano La Repubblica.

La crisi della banca centrale russa non scatenerà default

“È opinione diffusa che i provvedimenti sulla banca centrale russa siano stati la vera sanzione nucleare, e che il default russo possa scatenare crisi finanziaria mondiale. Abbiamo qualche dubbio su entrambi i punti. Il 28 febbraio i paesi aderenti alle sanzioni hanno di fatto congelato 400 dei 630 miliardi di riserve in oro e valuta della banca centrale russa. Lo scopo è di impedire alla banca centrale di usare le riserve per comprare rubli e limitarne il deprezzamento e di fornire valuta direttamente alle aziende, per acquistare beni all’estero” proseguono Boeri e Perotti.

È il gas la banca della Russia

“Tuttavia – proseguono i due analisti – in una economia semi statalizzata come quella russa, nulla vieta al governo di utilizzare le aziende esportatrici che guadagnano valuta estera come banca centrale “surrogata”, per distribuire valuta al governo, alle banche e alle aziende importatrici. Infatti il governo ha già obbligato (con efficacia retroattiva!) chiunque riceva dollari a convertire 1’80 percento in rubli.

Questa strategia può riuscire perché i ricavi annuali dal petrolio e dal gas attualmente coprono un terzo del bilancio russo, e quasi due anni di spese militari (ai livelli precedenti la guerra, oggi probabilmente poco più di un anno), forse l’unica cosa che interessa a Putin in questo momento. Questi proventi finora sono quasi intatti, eccetto per la quota statunitense. Probabilmente anzi la Russia incrementerà l’attivo delle partite correnti da 20 a 30 miliardi di dollari al mese, grazie all’aumento dei prezzi dell’energia e alla diminuzione delle importazioni: in un solo anno significa 300 miliardi in valuta estera, tre quarti degli asset della banca centrale congelati”. 

Putin stamperà tutti i rubli che vuole

“Anche gli effetti sul sistema finanziario russo potrebbero essere contenuti. Le riserve in valuta sarebbero servite per fornire liquidità in valuta alle banche russe prese d’assalto da cittadini che volevano convertire i depositi in rubli in valuta. Ma il governo ha già introdotto una forte limitazione all’esportazione di capitali, e se ci fosse una corsa alla conversione sicuramente la proibirà. Certo, perché ci sia una corsa agli sportelli non è necessario che i cittadini vogliano convertire i depositi in dollari: se non si fidano più del sistema bancario potrebbero decidere di prelevare tutto in rubli. La Bce e la Fed hanno bisogno di motivazioni molto forti per salvare le singole banche da una corsa agli sportelli. Ma in una dittatura come quella russa la banca centrale, su ordine del governo, può stampare tutti i rubli necessari per soddisfare qualsiasi richiesta” concludono i due economisti. 

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.