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Tavolo negoziale chiuso tra Atlantia e Cdp, manleva insuperabile

Il tavolo negoziale fra Atlantia e CdP relativo ad Aspi è virtualmente chiuso. È quanto si apprende da fonti vicine al dossier che sottolineano come il punto di non ritorno, lo scoglio insuperabile, sia stato quello relativo alle manleve. Prima che iniziassero le trattative fra CdP e Atlantia, l’esecutivo aveva più volte avanzato la richiesta di una manleva cosiddetta omnibus, quindi civile, penale e amministrativa, che affrancasse anche i dipendenti pubblici coinvolti da eventuali responsabilità che venissero accertate in futuro. Questa ipotesi, assolutamente irrituale, non è mai nemmeno stata portata al tavolo delle trattative.

Atlantia, sin dal primo momento, si è dichiarata indisponibile a garantire alcun tipo di manleva. La posizione espressa al tavolo delle trattative era molte semplice. La holding avrebbe riconosciuto al subentrante nella concessione le stesse garanzie che aveva ottenuto dal’Iri all’epoca in cui divenne concessionaria. Cdp aveva chiesto delle manleve molto ampie e circostanziate. Secondo quanto si apprende da fonti vicine al tavolo delle trattative fra le richieste che avrebbe avanzato ci sarebbero le manleve sia sulle richieste di risarcimento dei danni indiretti che potrebbero arrivare ad Aspi a causa del crollo del Morandi (1 miliardo finora dagli autotrasportatori liguri e da altre imprese), sia su eventuali problemi infrastrutturali che in futuro potrebbe avere la rete autostradale. Atlantia ha risposto picche.

Un tentativo di apertura lo ha fatto proponendo una due diligence approfondita sui dati rilevati dai nuovi controllori di Aspi. Aspi dopo il crollo del Morandi ha commissionato a società esterne una verifica di tutta la propria rete, ha cambiato i modelli di sorveglianza affidando i controlli a società internazionali esperte del settore (che lavorano in raccordo con il Mit e altre autorità di sicurezza), ha pianificato nel Pef inviato al Mit piani di manutenzione per 2 miliardi nei prossimi 4 anni, da eseguire proprio secondo gli standard del Ministero.

Atlantia ha detto a Cdp che potrà fare una due diligence approfondita accedendo a tutti questi dati. Ambienti vicini ad Atlantia hanno fatto notare che nelle gare per le nuove concessioni bandite dal Mit non è mai stata contemplata alcun tipo di manleva, quindi la richiesta di Cdp è un “unicum”.

Ovviamente la lettura che si fa in ambienti vicini a CdP è antiteticamente opposta. E la sintesi delle due posizioni non può che essere la chiusura del tavolo delle trattative.

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