Giovanni Tamburi, presidente e amministratore delegato di Tip, afferma che Tamburi Investment Partners è «molto soddisfatta delle performance delle proprie partecipate e continua a perseguire la strada di investire in società che, nel tempo, possano anch’esse essere quotate in borsa. Infatti, oltre a Chiorino, gruppi come Alpitour, Azimut Benetti, Bending Spoons, Beta, Dove Vivo, Eataly, Engineering, Limonta, ma anche Mulan e Talent Garden sono, almeno in teoria e nel tempo, candidati ideali per una futura quotazione in Borsa».
Tamburi scrive nella lettera agli azionisti dove, a proposito dell’azienda biellese di nastri da trasporto, che «la quotazione in borsa non è stata finora possibile per la svolta dei mercati e per la decisione, della famiglia Chiorino e nostra, di evitare di accettare prezzi che non avrebbero fatto giustizia della sua qualità e leadership».
Dopo aver ricordato che nel 2022 quasi tutte le partecipate hanno fatto segnare un ulteriore anno record permettendo a Tip di registrare 139 milioni di utili, guardando al 2023 Tamburi rileva che «l’incremento dei tassi di interesse possa essere il fattore di maggior discontinuità per coloro i quali sono stati, specie negli ultimi venti anni, i protagonisti principali del mercato in cui Tip opera: i fondi di private equity, che notoriamente hanno criteri di gestione, di investimento e di disinvestimento molto diversi da quelli di Tip».
«Ma che hanno spesso condizionato in modo rilevante valutazioni, approcci e criteri di tutte le operazioni sull’equity delle imprese. Con i tassi di mercato ai livelli osservati fino a metà 2022 il finanziamento dei leveraged buy-out era infatti molto agevole, mentre già adesso il mercato del debito si è rarefatto. Ora le imprese di qualità e poco indebitate continuano ad avere linee di credito a tassi che, seppur variabili, sono perfettamente gestibili, mentre la presenza della leva finanziaria, tipica dei fondi di private equity, può far crescere molto gli oneri per interessi».








