I dazi Usa stanno avendo un impatto sulle operazioni di Lamborghini nonostante i risultati finanziari rimangano solidi e gli Stati Uniti restano un mercato chiave per la casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese.
Lo ha ribadito in una round table con i giornalisti il ceo Stephan Winkelmann.
“Nel mercato Usa, che per noi pesa circa il 30%” — ha spiegato — “non ci sono vie di fuga come potevano esserci quando abbiamo chiuso il mercato russo che pesava il 3-4% dei nostri volumi, oppure quando la Cina è passata dal 10% a circa il 5% dei volumi”.
In quei casi, ha proseguito il ceo di Lamborghini, “siamo riusciti ad avere altre possibilità in altri mercati.
Ma il tema degli Stati Uniti è che si è abbassato il mercato e, siccome noi non abbiamo alzato i prezzi in corrispondenza dei dazi, ogni vettura che vendiamo ha un margine ridotto”.
E ha concluso: “Noi speriamo che entro quest’anno ci sia una normalizzazione tra i dazi e la volontà d’acquisto dei clienti con dei prezzi più alti.
È un qualcosa che adesso ancora non vediamo, ma che secondo noi potrebbe arrivare nella seconda parte dell’anno”.








