“Anche in tempi non sospetti, anche quando, diciamo otto-dodici mesi fa, c’è stato un calo di attenzione e sembrava che le cose fossero state risolte per sempre, anche allora ho sostenuto che il contesto è estremamente fragile e che basta poco per rompere l’equilibrio e si crei la necessità di nuovi interventi. Una fragilità, che ci è stata ricordata dal mancato rinnovo, ampiamente previsto, dei contratti di transito del gas russo attraverso l’Ucraina. Bisogna dunque fare attenzione e continuare a lavorare sulle scelte che sono già state fatte e che servono a mettere in sicurezza il sistema con il completamento degli interventi infrastrutturali decisi da tempo”.
Ad affermarlo è l’ad di Snam, Stefano Venier, in un colloquio con “L’Economia” del Corriere della Sera, in merito alla nuova crisi dei prezzi del gas.
“Sono diverse le ragioni, prima ancora dei fattori geopolitici, che rendono così fragile il sistema”, prosegue il manager, “però, se mi si chiede se dobbiamo fasciarci la testa, rispondo che sulla base degli strumenti messi in campo e degli sforzi di diversificazione già fatti si può guardare con maggiore serenità di quello che si legge e sente dire sulla situazione. Almeno in termini di disponibilità degli approvvigionamenti”.
Considerazioni che Venier appoggia sui numeri: nonostante le temperature più rigide, gli stoccaggi sono oltre il 75%, sopra la media europea e molto sopra i livelli del gennaio 2022.
L’andamento dei prelievi dagli stoccaggi, inoltre, spiegano gli uffici Snam, è tale da scongiurare l’utilizzo completo delle riserve nella titolarità degli operatori di mercato.
Uno scenario a fronte del quale avremmo comunque un “cuscinetto” di circa 2 miliardi di metri cubi oltre alla riserva strategica.
Diversa la situazione se dovessimo fronteggiare un lungo periodo di freddo molto intenso.








