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Stefano Reali, Pharus Asset Management: “Per l’energia c’è luce all’orizzonte” | Lo scenario

Sono difensive e sottovalutate.

In un anno, ma anche negli ultimi due mesi, le utilities europee in borsa hanno lasciato sul terreno in media il 7,35% e il 9,4%, rispettivamente.

Eppure queste società, che operano spesso in regime di monopolio, sono caratterizzate da una crescita annuale intorno al 5%, sia di utili sia di dividendi, e da flussi di cassa stabili che rendono questi dividendi estremamente sostenibili.

«Per queste caratteristiche gli addetti ai lavori li definiscono un bond proxy», spiega Stefano Reali, direttore investimenti di Pharus Asset Management.

Una premessa importante per comprendere le ragioni della sottoperformance del comparto che sta soffrendo non solo da inizio anno, ma da quando i tassi di mercato hanno iniziato a salire nel secondo trimestre del 2020 arrivando ad accumulare una sottoperformance rispetto agli indici generali che raramente si è vista nella storia, nonostante i fondamentali siano rimasti molto solidi e i dividendi cresciuti come da attese.

La risalita velocissima dei tassi, continua Reali, ha di fatto messo in competizione il rendimento da dividendo del settore delle utilities con il risk free: prima del 2020 i tassi di mercato stavano in prossimità dello zero e il dividend yield delle utilities rendeva anche 400 punti base in più, la risalita dei tassi ha chiuso questo gap e in alcuni casi la situazione si è ribaltata, rendendo il governativo una concreta alternativa all’investimento in utilities.

«Ora crediamo che la discesa dei tassi (la maggioranza degli economisti di un sondaggio Reuters si aspetta un taglio di 25 punti base a giugno, ndr) sia uno dei driver principali che quest’anno guiderà la ripresa del settore che presenta oggi un dividend yield pari o superiore ai rendimenti dei decennali», prevede Reali.

Anche il calo dei prezzi dell’energia elettrica e del gas in Europa (il 23 febbraio, alla vigilia del secondo anniversario della guerra in Ucraina, il prezzo del gas è andato sotto 23 euro a megawattora, tornando ai livelli di maggio 2021) ha fatto la sua parte, aggiunge Francesco Sala, analista di Banca Akros, impattando soprattutto sulle produzioni rinnovabili.

«Eppure, molte delle utilities sia italiane sia europee trattano mediamente a sconto sui valori fondamentali e offrono una buona visibilità sulla resilienza degli utili e quindi sul futuro pagamento dei loro dividendi».

Solo in Italia, ricorda Roberto Letizia, analista di Equita, a gennaio c’è stata una ripresa dei consumi di elettricità: +2,1% anno su anno con le produzioni elettriche wind, hydro e solar in crescita a due cifre.

Dati positivi per l’andamento del primo trimestre del 2024 di Enel, A2A, Iren, relativamente alle produzioni idroelettriche; Erg, Alerion ed Enel relativamente a quelle eoliche.

Dunque, in portafoglio è meglio puntare sulle reti e le società integrate.

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