L’IA non può sostituire le persone, anche davanti alla crisi demografica
L’intelligenza artificiale non può essere considerata la soluzione automatica all’“inverno demografico”. È il messaggio lanciato da Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo, intervenendo all’evento “Dalla ricerca al mercato: nuovi scenari” della Fondazione U4I – University for Innovation, in corso a Milano.
“Sto sentendo dire che la risposta all’inverno demografico è l’intelligenza artificiale. Non è così”, ha affermato Pontecorvo, sottolineando come la sfida tecnologica richieda soprattutto responsabilità culturale e formazione critica.
Secondo il presidente di Leonardo, infatti, l’accademia ha un ruolo decisivo nel consegnare alla società “persone pensanti anche nell’era dell’IA”.
Una “nemica-amica” destinata a cambiare tutto nei prossimi anni
Nel suo intervento, Pontecorvo ha descritto l’intelligenza artificiale come una presenza ambivalente, capace di offrire opportunità ma anche di generare nuovi rischi.
“Mai come oggi siamo sotto attacco, da tutte le parti”, ha spiegato, parlando di un “nemico-amico che ci cambierà la vita nei prossimi dieci anni”.
Un passaggio che mette in evidenza quanto l’IA sia ormai un elemento strutturale del futuro prossimo, non solo in ambito produttivo ma anche sociale, educativo e occupazionale.
Il ruolo strategico di Leonardo e il rischio di competenze “disabilitate”
Pontecorvo ha portato anche l’esperienza diretta di Leonardo, gruppo industriale centrale nei settori spazio e difesa, ricordando che l’azienda dispone di un high-performance computer tra i più potenti al mondo.
“Leonardo dispone di un high-performance computer, il terzo più potente al mondo nel settore spazio-difesa dopo quelli della Nasa e della Japan Aerospace”, ha detto, spiegando che viene utilizzato per far girare algoritmi avanzati come tecnologia abilitante dei processi produttivi e gestionali.
Tuttavia, guardando a un orizzonte di pochi anni, Pontecorvo ha avvertito che l’IA potrebbe diventare non più soltanto un supporto, ma qualcosa di più invasivo.
“Portato a un’evoluzione di cinque o sei anni… il rischio è che sarà ‘disabilitante’ delle competenze umane”, ha aggiunto, richiamando ancora una volta il ruolo cruciale delle università.
Università e giovani: imparare l’IA per trovare lavoro
Per il presidente di Leonardo, l’obiettivo non è rifiutare la tecnologia, ma insegnarne l’uso in modo consapevole.
“Quello che occorre insegnare ai giovani è l’utilizzo dell’IA, senza la quale le generazioni che escono oggi dalle università non trovano lavoro”, ha dichiarato.
Un tema che si intreccia direttamente con il mercato del lavoro e con la necessità di competenze nuove, soprattutto in settori ad alta innovazione.
L’intelligenza artificiale come parte integrante del futuro industriale
Pontecorvo ha ricordato anche la dimensione occupazionale del gruppo Leonardo.
“In Leonardo abbiamo 60.000 dipendenti, 200.000 in tutto il nostro ecosistema e l’IA è parte integrante del nostro futuro operativo e gestionale”, ha spiegato.
Per questo, ha concluso, lo sviluppo delle competenze legate all’intelligenza artificiale deve essere affrontato con serietà e visione strategica.
Un percorso che, secondo Pontecorvo, può essere guidato soltanto da un sistema universitario capace di offrire ai giovani una preparazione adeguata alle trasformazioni già in atto.








