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Stefano Masini, responsabile Ambiente Coldiretti: “Piano invasi e innovazione sui campi contro il rischio desertificazione. Un’impresa su 5 utilizza già tecnologie di agricoltura digitale”

“La desertificazione è una minaccia sempre più concreta per l’agricoltura italiana.

Siccità prolungata, temperature elevate ed eventi estremi stanno impoverendo i suoli, riducendo la capacità di trattenere acqua e sostanza organica.

A questo si aggiunge la progressiva perdita di prati e pascoli, che negli ultimi cinquant’anni si è tradotta nella scomparsa di 2,4 milioni di ettari, con effetti sulla biodiversità, sull’assetto idrogeologico e sulla capacità dei territori di resistere ai cambiamenti climatici.

Per affrontare questa sfida è necessario intervenire sia sul fronte infrastrutturale che gestionale”.

È quanto evidenzia Stefano Masini, responsabile nazionale Ambiente di Coldiretti, interpellato dall’Adnkronos in occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità.

Come Coldiretti – aggiunge – chiediamo da tempo una rete nazionale di invasi per raccogliere e conservare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli sprechi e garantendo disponibilità alle colture nei periodi più critici.

Allo stesso tempo è fondamentale migliorare l’efficienza delle reti idriche e promuovere il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura, nel quadro di una gestione circolare della risorsa idrica e nel rispetto dei necessari standard di sicurezza.

Parallelamente, è importante incentivare pratiche agricole capaci di preservare la fertilità e la salute dei terreni”.

Secondo Masini, “oggi l’innovazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per contrastare siccità e degrado del suolo.

Un’impresa su cinque utilizza già tecnologie di agricoltura digitale per ottimizzare l’uso dell’acqua e degli altri fattori produttivi.

Sensori nel terreno, centraline meteo, immagini satellitari e droni consentono di monitorare in tempo reale lo stato delle colture e di attivare sistemi di irrigazione di precisione che distribuiscono l’acqua solo dove e quando serve, riducendo consumi e sprechi.

Anche le Tea, le Tecniche di evoluzione assistita, rappresentano una grande opportunità: permettono di ottenere varietà più resistenti alla siccità, alle alte temperature e alle nuove fitopatie, accelerando processi naturali senza introdurre materiale genetico esterno.

L’obiettivo è coniugare sostenibilità ambientale, tutela del suolo e competitività delle imprese agricole in un contesto climatico sempre più complesso”.

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