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Stefano Besseghini, presidente Arera: “Sulla fine della tutela dalle bollette più difficoltà ci sono state sulla luce” | Lo scenario

“Sulla parte gas la situazione mi sembra stabile.

Il fatto sostanziale di non dover cambiare operatore, con l’utente inerte che non deve necessariamente attivarsi, ha certamente contribuito a semplificare il quadro e anche il comportamento degli operatori, che hanno messo a punto offerte confrontabili con quelle del mercato, è apparso ragionevole”.

Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, in un colloquio con il “Sole 24 Ore”, affronta il nodo della fine del mercato tutelato.

La fine della maggior tutela nel mercato del gas che riguarda oltre 6,1 milioni di contratti domestici, chiamati a migrare sul mercato libero a partire da gennaio, sarà “un passaggio probabilmente meno problematico del previsto”, per il numero uno dell’Authority.

Diverso, invece, il caso dell’elettrico dove si attende di capire se il tentativo del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, contenuto in un nuovo Decreto Energia, di concedere più tempo alle famiglie per il passaggio al mercato libero andrà a buon fine nonostante le perplessità della Ue.

E dove gli elementi di possibile criticità non mancano, a cominciare dall’identificazione dei clienti vulnerabili che ammonterebbero a 4,5 milioni di utenti (5 milioni, invece, i non vulnerabili).

“Il processo non è semplicissimo”, spiega Besseghini, “perché un conto è identificare gli over 75 o i percettori del bonus sociale (lo sconto in bolletta per le famiglie svantaggiate economicamente, ndr), un altro è individuare altre categorie come i soggetti con disabilità ai sensi della legge 104 che, al momento, si prevede, facciano una dichiarazione ai venditori”.

Insomma, il percorso potrebbe non essere così agevole.

Senza contare i possibili effetti delle mosse del governo.

“Prima si scioglie il meccanismo che l’esecutivo intende mettere in campo – osserva Besseghini – e meglio sarà.

Anche perché le aste con cui saranno selezionati i venditori che garantiranno il servizio a tutele graduali (la fase “cuscinetto” che dovrebbe scattare subito dopo la fine delle tutele di prezzo, ndr) partiranno l’11 dicembre e gli operatori dovranno sapere se il trasferimento dei clienti avverrà entro 3-4 mesi o con tempi più lunghi”, come vorrebbe il ministro.

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