L’aumento dei costi energetici, la crescita del prezzo delle materie prime, la burocrazia e la difficoltà nel reperire personale qualificato. Sono questi i principali temi affrontati da Simonetta Tiberto, Presidente della Sezione Materie Plastiche di Confindustria Veneto Est, a margine dell’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia con il patrocinio del Comune di Napoli.
Nel corso dell’intervista, Tiberto ha analizzato le conseguenze che lo scenario geopolitico internazionale sta producendo sul sistema industriale italiano, con particolare riferimento al settore delle materie plastiche.
Le imprese manifatturiere tra crisi energetica e competitività europea
“Ciò che sta accadendo in questo momento, soprattutto a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz e della guerra che abbiamo in quei Paesi, noi vediamo per tutti un problema energetico, ma noi che siamo nelle materie plastiche abbiamo un ulteriore problema, perché l’84% dei polimeri e dei petrolchimici sono in quei Paesi.”
“C’è stato un rialzo dei prezzi delle materie prime, che sono materie vergini sui polimeri e sulle poliolefine, del 140% in questi mesi.”
“Questo porta chiaramente a un aumento dei costi sui prodotti fabbricati con le materie plastiche.”
“Su questo il mondo del riciclo è in grado di soddisfare in parte la richiesta che non viene soddisfatta dalla mancanza di materie prime, ma ci troviamo anche un forte aumento dell’energia elettrica.”
“L’energia elettrica sta fluttuando anche del 40% in più da un giorno all’altro, quindi le aziende del settore materie plastiche, che sono quasi tutte energivore ed elettro-intensive, si trovano con un’incidenza dei costi del 40% che ci porta completamente fuori mercato.”
“Soprattutto in un mercato europeo in cui l’Europa deve cambiare passo.”
“Ci troviamo la Spagna, dove l’energia costa meno della metà dell’Italia, ma poi vediamo che è un Paese che ha nucleare, rinnovabili e acquista anche il gas dalla Russia.”
“Quindi chiediamo anche un’omogeneità nell’Europa tra noi Paesi.”
“In Italia abbiamo un problema dell’energia, però è anche vero che ci sono quattromila impianti fotovoltaici fermi in attesa dell’ultimo step.”
“Impianti che hanno già superato la valutazione di impatto ambientale e manca il collegamento per poter produrre energia.”
“Siamo un Paese fermo per dei cavilli burocratici ed è qualcosa che deve essere a brevissimo risolto.”
Il dialogo tra imprese, istituzioni e lavoratori
“Il dialogo è fondamentale.”
“Al tavolo devono sedersi le aziende, tutta la parte burocratica, tutta la parte amministrativa pubblica, ma assieme alle aziende ci devono essere anche tutto il mondo sindacale.”
“Perché se non mettiamo insieme imprese, lavoratori, istituzioni e anche i rappresentanti politici che vanno in Europa, noi ci troviamo fermi.”
“Parliamo tra di noi ed è come non uscire da un residence: ci raccontiamo tra noi stessi e non ne veniamo fuori.”
“È fondamentale che a brevissimo ci si sieda a un tavolo, ma da quel tavolo si deve uscire con una proposta.”
“Non si possono più fare tavoli per poi riproporli dopo due mesi.”
“Siamo un Paese con un fatturato splendido e lo stiamo implodendo sotto la burocrazia e i maggiori costi.”
La carenza di manodopera nelle aziende manifatturiere
“Anche da noi c’è una carenza di manodopera sia per il calo demografico sia perché c’è un tipo di lavoro che negli ultimi anni le nuove leve hanno abbandonato.”
“I lavori nelle aziende manifatturiere vengono scartati e anche i nostri giovani preferiscono altri settori.”
“Quindi ci troviamo con aziende manifatturiere di ottimo livello, altamente automatizzate, ma con difficoltà a trovare personale adeguato.”
“Le aziende possono anche formare le persone, ma serve qualcuno che sia disponibile a lavorare nelle nostre imprese.”
“Le nostre aziende sono delle eccellenze.”
“Ci dispiace che a volte i giovani studino all’estero e rimangano magari in grandi multinazionali dove uno vale uno.”
“Questo è un pensiero mio personale, ma nelle aziende manifatturiere delle nostre regioni i dipendenti fanno parte dell’azienda e le aziende non se li lasciano perdere.”
“Attorno al tavolo non c’è solo il vertice aziendale: insieme all’operaio, ai responsabili e ai dirigenti si fa squadra, altrimenti non si va da nessuna parte.”
Energia, lavoro e semplificazione per sostenere la competitività
Dalle parole di Simonetta Tiberto emerge una richiesta precisa: intervenire rapidamente sui costi energetici, accelerare le autorizzazioni e favorire un dialogo concreto tra imprese, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori.
Secondo la presidente della Sezione Materie Plastiche di Confindustria Veneto Est, il sistema produttivo italiano dispone ancora di competenze, qualità e capacità industriali di primo livello, ma rischia di perdere competitività se non verranno affrontati rapidamente i nodi dell’energia, della burocrazia e della disponibilità di manodopera qualificata.








