«Dobbiamo essere molto realisti, non possiamo escludere che gli spaventosi aumenti dell’energia possano avere effetti molto più pesanti rispetto alle restrizioni che abbiamo vissuto per fronteggiare la pandemia. Si profilano misure di risparmio energetico e per fronteggiare la crisi negli approvvigionamenti di materie prime che avranno un impatto rilevante».
Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, guarda con estrema preoccupazione alla guerra esplosa all’interno dell’Europa.
«Una nostra indagine a metà gennaio indica che circa 200mila imprese prevedevano di fermare l’attività e altre 500mi1a stimavano un taglio alla produzione» spiega al Quotidiano Nazionale.
«Da tempo sollecitiamo un rinnovato impulso all’autoproduzione dell’energia ma ancora una volta ci scontriamo con una burocrazia e un sistema normativo e di sostegno miopi. Serviva una guerra per spingere il governo a fare un decreto di semplificazione. È mai possibile che per installare un pannello fotovoltaico sul tetto della mia abitazione servono pochi giorni mentre se lo stesso pannello voglio metterlo sul tetto del mio stabilimento i tempi e gli oneri amministrativi si moltiplicano?
Inoltre l’artigianato e le piccole imprese sono esclusi da tutti i meccanismi incentivanti, tarati o sui grandi impianti attraverso le aste o su interventi di tipo domestico attraverso i bonus. Una nostra indagine lo scorso anno ha evidenziato come 1 impresa su 4 che realizza interventi di efficienza energetica o autoproduzione lo fa con risorse proprie; c’è un enorme potenziale che potrebbe contribuire ad alleggerire la dipendenza dal gas» spiega.
«Abbiamo apprezzato che il Presidenze del Consiglio abbia riconosciuto la necessità di nuove e più incisive misure per assicurare la sopravvivenza delle imprese, a partire dalla drammatica situazione dell’autotrasporto merci e del trasporto persone dove il carburante rappresenta il 35-40% dei costi e non può essere scaricato sui prezzi. Se diventa economicamente insostenibile far viaggiare i tir corriamo il rischio di paralisi dell’intero sistema di distribuzione del Paese. Inoltre ritengo interessante anche l’ipotesi di introdurre un tetto ai prezzi energetici in questa fase di emergenza».
«Il Pnrr? Quel piano rappresenta la risposta, anche se non esaustiva, ai ritardi e alle criticità del Paese ed è una occasione irripetibile per modernizzare l’Italia e renderla più competitiva. È evidente che la guerra non è una variabile indipendente e modificherà paradigma economico ed equilibri geopolitici. II Pnrr quindi dovrà essere calibrato al nuovo contesto in termini di risorse e di calendario e servirà il coinvolgimento pieno delle forze sociali che finora è stato marginale».








