“Fra il 2010 e il 2020, il settore ha perso oltre 13 miliardi di ricavi. Negli stessi 10 anni l’investimento di oltre 70 miliardi per costruire un’infrastruttura ultrabroadband, con valori in crescita negli ultimi anni, è risultato superiore a quello delle altre utility. Chiediamo al governo una rimodulazione degli oneri per i diritti d’uso delle frequenze del 5G”.
Lo afferma Massimo Sarmi, presidente di Asstel, in un’intervista a Il Sole 24 Ore. Secondo Sarmi “C’è bisogno di una convinta consapevolezza sul ruolo strategico della filiera Tlc quale abilitatore di servizi innovativi e della digitalizzazione del Paese.
Tutti gli operatori hanno certamente svolto un ruolo nella determinazione degli attuali assetti di mercato in termini di competizione sui prezzi e concorrenza ma è altrettanto vero che l’azione dei regolatori europei si è rivolta principalmente a garantire lo sviluppo della concorrenza a tutela dei consumatori, specialmente nella fase storica del processo di apertura dei mercati.
Oggi gli obiettivi del regolatore comunitario, per varietà, qualità e convenienza dei servizi offerti, possono dirsi ampiamente raggiunti”.
“Sembrano, quindi, maturi i tempi per dare avvio una nuova fase che favorisca gli investimenti e l’arricchimento delle competenze necessarie alla digitalizzazione – prosegue – E non è un problema solo italiano. Le big telco europee faticano a creare marginalità da destinare agli investimenti, sebbene con gradazione diversa nei vari Paesi”.
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