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Assistenza territoriale e digitalizzaizone. Così cambia la nostra sanità | L’intervento del ministro alla Salute Orazio Schillaci

Orazio Schillaci, Ministro della Salute della Repubblica Italiana, ha partecipato con un videomessaggio agli Stati Generali della Ripartenza 2025 “Insieme per far crescere l’Italia”, organizzati a Bologna dal 27 al 29 novembre 2025 dall’Osservatorio economico e sociale “Riparte l’Italia”.

Ecco il testo del suo discorso.

Saluto il Presidente dell’Osservatorio Riparte l’Italia Luigi Balestra, le autorità, i relatori, tutti i partecipanti e gli stati generali della ripartenza. Vi ringrazio per l’invito a questo evento che mi dà l’opportunità di condividere con voi alcune riflessioni. Quando parliamo di organizzazione sanitaria e protezione della salute, oggi parliamo di un sistema sanitario che sta attraversando una profonda trasformazione.

Non bastano più le risposte tradizionali, servono strumenti nuovi e approcci integrati. I bisogni della popolazione sono cambiati in un’ottica sempre più socio-sanitaria. L’invecchiamento della popolazione, l’incidenza delle patologie croniche, il rapido sviluppo delle innovazioni in sanità, tutto questo richiede un diverso approccio all’assistenza in chiave di una sempre maggiore prossimità, accessibilità ed equità.

In questa direzione va il rafforzamento dell’assistenza territoriale che stiamo realizzando con i fondi del PNRR, perché la cura non si esaurisce nell’ospedale. Le case di comunità, l’assistenza domiciliare e la telemedicina rispondono alla necessità di una presa in carico globale dei pazienti, assicurando continuità assistenziale in chiave di integrazione socio-sanitaria. La digitalizzazione è l’altra direttrice sulla quale stiamo investendo.

Abbiamo sviluppato il nuovo fascicolo sanitario elettronico, oggi attivo per 57 milioni di italiani, e stiamo realizzando l’ecosistema dei dati sanitari. Non si tratta di meri archivi di dati o documenti, ma di strumenti operativi che, con un utilizzo corretto e responsabile dei dati stessi, potranno potenziare le attività di ricerca, programmazione e prevenzione, con ricadute concrete sulla salute dei cittadini. È un vero cambio di passo verso una sanità predittiva e personalizzata che ci consenta di anticipare i problemi, non solo di affrontarli.

Ma nessuna trasformazione può prescindere dalle donne e dagli uomini che fanno funzionare ogni giorno il nostro servizio sanitario nazionale. A loro dobbiamo garantire strumenti adeguati e opportunità di crescita. È anche su questo che si misura la capacità di innovare.

Lo stiamo facendo attraverso le risorse investite per contrastare la carenza di organico e migliorare le condizioni economiche con riforme come quella delle professioni sanitarie, per più attrattività e maggiori prospettive di carriera. Soprattutto puntiamo con forza sulla prevenzione, che spesso è il farmaco più potente del quale oggi disponiamo. Non si tratta di uno slogan, ma di azioni misurabili: più risorse stanziate per potenziare gli screening oncologici e la promozione di stili di vita corretti, perché vogliamo cittadini consapevoli e capaci di anticipare la malattia, non rincorrerla.

Abbiamo poi avviato un percorso serio e responsabile per rendere più forte il nostro servizio sanitario nazionale. Iniziative come questa contribuiscono a stimolare un dibattito concreto e a condividere proposte. Ringrazio quindi l’Osservatorio Riparte l’Italia per il suo impegno e vi auguro un buon lavoro.

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