“Nell’economia digitale globale, dominata dai grandi operatori internazionali del cloud, dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme, le reti di telecomunicazione rappresentano uno degli ultimi ambiti in cui l’Europa può ancora esprimere una reale leadership industriale e tecnologica”.
Lo ha affermato Salvatore Turrisi, Presidente di Sielte, intervenendo a Villa Miani, a Roma, nel corso dell’evento per il centenario dell’azienda, dal titolo “Una storia che unisce l’Italia”.
Nel dialogo con Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor, Turrisi ha sottolineato come la filiera europea delle telecomunicazioni costituisca un patrimonio strategico per la competitività del continente.
“Operatori di rete, imprese tecnologiche, produttori di apparati e centri di ricerca rappresentano un ecosistema che consente all’Europa di mantenere il controllo delle infrastrutture fisiche su cui si fonda l’intera economia digitale”, – ha spiegato il Presidente di Sielte.
“Difendere e rafforzare questa filiera significa investire non solo nella competitività, ma anche nell’autonomia strategica del continente”.
Secondo Turrisi, l’Italia può svolgere un ruolo di primo piano in questo scenario:
“Per posizione geografica, infrastrutture terrestri e collegamenti sottomarini, il nostro Paese può diventare uno dei principali punti di interconnessione dei flussi di dati tra Europa, Africa e Asia.
È una prospettiva che richiede investimenti, visione industriale e la capacità di valorizzare competenze e infrastrutture costruite in questi anni”.
“Le reti non sono più soltanto un’infrastruttura di servizio”, – ha concluso Turrisi.
“Sono un asset strategico sul quale si misurano la capacità competitiva dell’Europa e il ruolo che l’Italia potrà svolgere nei prossimi decenni”.








