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Gianfelice Rocca, presidente Humanitas: “Sul privato nella sanità troppi pregiudizi e discriminazioni”

Durante il suo intervento in occasione dell’inaugurazione dell’Anno accademico 2022-2023, il nono dell’Humanitas University, il presidente di Humanitas, Gianfelice Rocca, ha tracciato il quadro dell’«evoluzione della medicina», che «sembra richiedere ovunque più investimenti in capitale fisico e umano. In Italia la quota di spesa sanitaria finanziata dallo Stato è stata schiacciata da una spesa pensionistica ipertrofica (è stata pari al 7% del Pil e la spesa per le pensioni al 16%, in un rapporto 1 a 2, quando in Germania è 1 a 1). Lo Stato interviene nel settore sanitario sia attraverso la fornitura diretta dei servizi e sia attraverso la regolazione, stabilendo obiettivi e valutando prestazioni. Purtroppo, la regolazione oggi è spesso inficiata da pregiudizi ideologici. I segnali verso il privato accreditato non sono sempre positivi».

«Non possiamo attrarre investimenti se manteniamo le tariffe ferme al 2011, con tetti che eliminano attività e non tengono conto dell’inflazione», ha elencato, o «con la decisione di limitare solo agli ospedali pubblici, sostanzialmente, il contributo per i rincari energetici. Il Governo ha infatti stabilito un fondo per il recupero dei costi energetici – gli ospedali sono energivori per loro natura – ma in una postilla ha stabilito che solo una minima parte, non in proporzione, vada agli ospedali privati, con una chiara discriminazione. Se c’è bisogno di attrarre capitale privato per rafforzare il servizio pubblico, la qualità della regolazione è l’elemento essenziale. Attrarre investimenti ed energie private per rispondere a bisogni pubblici è stata la storia di Humanitas e noi vorremmo che storie analoghe nascessero in tutto il Paese».

Ma c’è il rischio che venga messo un freno. Fra gli esempi portati da Rocca c’è anche l’impostazione del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito del quale è stato «stabilito che i leader dei progetti possano essere solo ospedali pubblici e non anche le grandi istituzioni private. Io credo che queste cose non attirino investimenti, anzi rendano persino difficile» l’attività «a coloro che sono già presenti. Tutto questo non attira, al contrario disincentiva gli investimenti dei privati e la loro capacità di contribuire alle sfide del Servizio sanitario nazionale».

Per il numero uno di Humanitas, invece, «ospedali accreditati e Irccs dovrebbero essere misurati in efficienza e qualità con spirito laico, mantenendo una sostanziale par condicio fra i provider, indipendentemente dalla loro natura for profit, no profit, public. Non dovrei fare questa citazione, ma la farò – ha sorriso infine l’imprenditore – Mao ha detto: “Non è importante il colore del gatto, l’importante è che prenda i topi”».

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