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Roberto Bottan (presidente Cgia Mestre): «Piccole aziende pagano il doppio delle multinazionali del web: serve tassazione equa»

La tassazione minima globale da applicare alle grandi multinazionali sarà uno dei temi più delicati attorno al quale ruoterà il G20 dell’economia al via da domani a Venezia. Così come afferma il presidente della Cgia di Mestre, Roberto Bottan.

«Se in Italia il livello medio di tassazione di queste multinazionali è, secondo un recente studio di Mediobanca, al 32 per cento, nelle piccolissime realtà si aggira attorno al 60 per cento: praticamente quasi il doppio nessuno chiede siano imposte delle misure draconiane nei confronti delle grandi imprese, soprattutto del web, ci mancherebbe. Tuttavia è necessario che anch’esse diano il giusto contributo fiscale a quei paesi che le ospitano e dove realizzano i ricavi».

Le controllate presenti in Italia delle principali multinazionali possono beneficiare di un tax rate del 32 per cento perché circa la metà dell’utile ante imposte è tassato nei Paesi a fiscalità agevolata. Una dinamica che ha dato luogo a un risparmio fiscale cumulato che, secondo la Cgia, nel periodo 2015-2019 è stato di oltre 46 miliardi di euro.

«Con queste operazioni, formalmente ineccepibili da un punto di vista fiscale-societario, si è però ridotta la base imponibile di coloro che pagano le tasse in Italia, penalizzando, come abbiamo visto, in particolar modo le realtà imprenditoriali di piccola e piccolissima dimensione che, a differenza delle grandi aziende, non hanno la possibilità di lasciare armi e bagagli e trasferirsi altrove. Se l’accordo sulla tassazione minima globale delle multinazionali verrà firmato a Venezia, costituirà un motivo di grande soddisfazione, soprattutto per i tantissimi artigiani e piccoli commercianti veneziani che tra mille difficoltà continuano a mantenere ancora alzata la saracinesca della propria attività», prosegue Bottan.

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