È convinto che non bisogna preoccuparsi solo sui temi di breve termine, ma bisogna anche affrontare un “problema più profondo: il declino del sistema Italia”.
Lo dice, in un’intervista a La Stampa, Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto e console onorario per la Francia, parlando della situazione economica in Italia e del dopo elezioni.
“Innanzitutto c’è un declino demografico di cui, nei programmi dei partiti, non si parla mai – sottolinea – Ma è difficile far crescere il Pil se cala la popolazione, soprattutto quella attiva, perché poi i pensionati consumano meno dei lavoratori.
Poi c’è un declino socioculturale: abbiamo la metà dei laureati rispetto alla media europea e non facciamo nulla per far crescere questo numero. E quindi c’è un declino economico.
Lasciamo perdere i mesi del Pnrr che ci hanno regalato un’illusione di crescita”. E infine “c’è il reddito dei lavoratori: negli altri Paesi è cresciuto del 20-30 per cento, da noi è diminuito”.
Uno spaccato non piacevole quello descritto da Illy che parlando delle elezioni spiega che secondo lui il voto viene “espresso su temi che sono parziali e di breve termine e comunque su una base di orientamento che è molto stabile – evidenzia -.
Se guardiamo i dati di Centrodestra o Centrosinistra di 4 o di 9 anni fa, ci accorgiamo che è cambiato poco; l’elettorato è diventato mobile ma all’interno delle stesse coalizioni. Perde la Lega e guadagna FdI, ma semplicemente perché sui termini specifici e di breve termine la seconda è stata più brava a intercettare gli umori dei cittadini”.
Secondo Illy in questo momento, “nessun partito propone una soluzione a questi problemi colossali e non lo fanno perché spesso le soluzioni prevedono un impegno che travalica le loro legislature”, e aggiunge: “Finche’ non si invertirà questa tendenza, il Paese continuerà il suo declino”.
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