“Servono 30 miliardi di investimenti per gestire e risollevare il sistema idrico nazionale: 19 miliardi vanno investiti nel riuso dell’acqua, nella sua depurazione, e 10 miliardi servono per realizzare nuovi accumuli, i grandi bacini che ci consentono di creare le ‘batterie’ idriche”. Lo ha affermato Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, durante un convegno in corso a Milano, sottolineando che “la possibilità ce l’abbiamo, ma dobbiamo mettere mano a investimenti”.
“Purtroppo, ci siamo infilati in una situazione paradossale: dal referendum del 2011 sono stati estromessi i privati dal settore. Le società pubbliche, però, non possono fare debito e senza debito non si può investire; si potrebbe mettere mano anche alla legislazione, perché siamo già in ritardo”.
“Una delle poche materie prime che abbiamo in Italia è l’acqua. Una risorsa che impatta per il 18% sul Pil italiano, anche se nel 2022 abbiamo perso 36 miliardi di metri cubi. Bisogna fare un po’ di attenzione a investire sulle infrastrutture, la Pianura Padana è l’area più a rischio, con una capacità di immagazzinare l’acqua pari a 4 miliardi di metri cubi: un valore irrisorio rispetto a quanto abbiamo perso. Purtroppo, o per fortuna, in Italia ha sempre piovuto, ragion per cui catturiamo solo l’11% dell’acqua meteorica che arriva”.








