Il tema della desertificazione bancaria è “di grande rilevanza per il Paese.
La chiusura delle filiali nasce da un processo apparentemente ineluttabile, come conseguenza della transizione digitale, che comporta impatti negativi sul capitale umano e sui servizi ai cittadini.
È vero, ci sono dei costi ma vanno individuate anche le opportunità.
Abbiamo il dovere di trovare soluzioni e percorsi win-win”.
È quanto ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, nell’aprire i lavori del convegno della Uilca sul tema della chiusura delle filiali.
“Per questo gli attori della società civile devono giocare insieme.
Penso al modello istituito da Poste Italiane con il progetto Polis che ha determinato il rilancio di 7mila centri nelle zone periferiche del Paese, istituendo uno sportello unico in grado di dare accesso a tutti i servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni.
Possiamo pensare – ha detto ancora Brunetta – a qualcosa di simile anche per il settore bancario, utilizzando il Pnrr, che aiuta e sostiene la progettualità degli enti locali.
Penso che Comuni, Province e Regioni abbiano un vitale bisogno di capitale umano.
La chiusura delle filiali ha prodotto esuberi importanti e si tratta di personale qualificato, con ottime competenze, che può essere reimpiegato nei territori, insieme agli enti locali e nel quadro del Pnrr.
Servono percorsi di reimpiego e non assistenzialismo.
Sarebbe una vittoria per i lavoratori, per le famiglie, per le imprese e per i territori.
Il Cnel – ha concluso il presidente Brunetta – è disponibile ad aprire un tavolo di approfondimento su questo.
Abbiamo il dovere, coinvolgendo i corpi intermedi, di produrre soluzioni concrete”.








