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Renato Brunetta, presidente CNEL: “Senza l’occupazione delle donne si acuiranno la crisi demografica e la crisi del lavoro”

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Brunetta: donne e giovani risorsa per il mercato del lavoro

Il tema del lavoro si intreccia sempre più con quello della demografia. A Roma, intervenendo all’evento “Le donne al voto: 80 anni di conquiste sociali” a Villa Lubin, il presidente del Cnel Renato Brunetta ha evidenziato il ruolo centrale di donne e giovani nel mercato del lavoro italiano.

«Oggi in Italia abbiamo 24 milioni di occupati, ma se fossimo allineati alle performance del mercato del lavoro dei Paesi del Nord Europa dovremmo averne 28 milioni. Chi manca all’appello? Donne e giovani. Un serbatoio di capitale umano che l’Italia non può permettersi di sprecare», ha dichiarato Brunetta.

Secondo il presidente del Cnel, l’ingresso di queste risorse nel mercato del lavoro rappresenterebbe un cambiamento strutturale.

«L’ingresso di questi 4 milioni di persone, in gran parte donne, comporterebbe una straordinaria rivoluzione: non avremmo più problemi di sostenibilità del nostro sistema e garantiremo ruolo, dignità e un nuovo equilibrio sociale».

Occupazione femminile e necessità demografica

Brunetta ha sottolineato come il tema della parità abbia assunto un nuovo significato rispetto al passato. Non si tratta più soltanto di un obiettivo culturale o politico, ma di una necessità concreta legata alla sostenibilità del sistema.

«Negli 80 anni passati la parità era un impulso etico, culturale, politico e istituzionale. Oggi l’occupazione femminile è uno stato di necessità», ha affermato.

Il legame tra lavoro e crisi demografica emerge in modo diretto nel suo intervento.

«Le donne possono salvare questo nostro Paese, la nostra Europa e direi anche il nostro modello occidentale. Senza le donne oggi il nostro Paese rischia di implodere e le ragioni sono soprattutto demografiche».

Il nodo dello squilibrio demografico

Il presidente del Cnel ha richiamato esplicitamente il problema dello squilibrio demografico, indicandolo come uno dei principali fattori di criticità per il futuro del Paese.

«Perché non utilizziamo questo straordinario serbatoio di capitale umano che abbiamo in casa? Sono 4 milioni di donne e giovani, mediamente più preparate e più dinamiche, spesso localizzate nel Meridione», ha osservato.

La riduzione della popolazione attiva e l’aumento degli inattivi rappresentano, secondo Brunetta, un rischio concreto per la tenuta del sistema economico e sociale.

«Se un mercato del lavoro di attivi si riduce sempre di più e la platea degli inattivi si allarga, il welfare salta dal punto di vista finanziario. Non potremo più garantire la coesione sociale», ha avvertito.

Lavoro femminile e natalità

Nel suo intervento Brunetta ha evidenziato anche il rapporto tra occupazione femminile e natalità, indicando una correlazione positiva tra lavoro e possibilità di avere figli.

«Tutte le statistiche dicono che la donna che lavora e che fa carriera fa anche più figli, perché ha un reddito, ha una sua dignità, un’autonomia e un senso di libertà», ha dichiarato.

Secondo il presidente del Cnel, l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro può contribuire anche a una ripresa demografica.

«Questi 4 milioni ci danno anche la speranza della ripresa demografica. Siamo in un vicolo cieco demografico, economico, lavoristico».

Un appello a decisioni rapide

Brunetta ha concluso il suo intervento con un richiamo alla necessità di scelte immediate per affrontare le criticità evidenziate.

«L’Italia dei prossimi anni può essere salvata solo pescando dentro questi straordinari serbatoi di capitale umano che il nostro Paese, con miopia, egoismo e nessun senso del futuro, ha accumulato. Se non prendiamo decisioni drastiche non ce la faremo, non abbiamo altri 80 anni davanti come comunità», ha concluso.

Il quadro delineato dal presidente del Cnel mette in relazione diretta demografia, lavoro e sostenibilità del sistema, indicando nella partecipazione di donne e giovani uno dei nodi centrali per il futuro del Paese.

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