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Nicolò Rebecchini (presidente Acer): «Imprese, crisi risorse e manodopera: rischio di non ottemperare agli impegni assunti»

Le aziende si trovano in un momento di profonda crisi che, tra il rincaro dei prezzi delle materie prime, la carenza di risorse e la mancanza di manodopera, rischia di portarle a non rispettare gli impegni presi. Questo è la prospettiva delineata dal presidente dell’Acer, Nicolò Rebecchini

«Il tema dei rincari delle materie prima è stato posto dall’Ance già l’estate scorsa» sostiene Rebecchini ad l’Adnkronos. «Siamo di fronte a un dato oggettivo che riguarda tutte le imprese a livello globale e il problema è che non c’è solo un problema di rincari ma di carenza di risorse. È una spirale negativa che comporta il rischio di non ottemperare agli impegni assunti dalle imprese», dice Rebecchini.

«È necessario un adeguamento dei rapporti contrattuali perché un’impresa che non rispetta i tempi contrattuali incorre nel rischio di penale. Ma la cosa più grave» avverte ancora Rebecchini «è che in questo quadro i fondi del Pnrr, del Giubileo, ma anche dell’Expo 2030 a Roma rischiano di non atterrare sul territorio proprio perché ci sono difficoltà di approvvigionamento». A tutto questo poi si aggiunge anche una carenza di manodopera nel settore delle costruzioni.

«È un problema molto sentito. Dobbiamo pensare alla crisi che ha vissuto il settore dal 2008 al 2016. A causa di questa crisi, praticamente è venuta a mancare una generazione di lavoratori, di giovani che giustamente hanno guardato altrove. Ma oggi ne paghiamo le conseguenze. Occorre trovare delle soluzioni pensando a centri di formazione. E questo è importante anche per il fattore sicurezza perché il rischio è che, per colmare questa carenza, si impiega personale non all’altezza e questo pericolo va assolutamente scongiurato», conclude Rebecchini.

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