L’iniziativa del Green pass obbligatorio nelle aziende continua a far discutere. La segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David, sostiene che la confusione attorno al tema è dovuta prevalentemente al governo «che ha le idee confuse e non conosce i luoghi di lavoro».
«Nella circolare del ministero degli Interni del 5 agosto viene spiegato che nelle mense aziendali si applicano i protocolli di sicurezza, mentre il green pass va chiesto solo alle persone che vengono da fuori», spiega in un’intervista al Corriere della Sera. «Noi, intanto, dove le aziende vogliono imporre il green pass, scioperiamo, come faremo oggi alla Hanon di Torino».
Il Governo, aggiunge, «non sa che i lavoratori hanno solo mezz’ora di pausa mensa (da quando lasciano la postazione a quando ci ritornano) e che ci sono i divisori di plexiglas, si fa la sanificazione, si mantengono le distanze e si osservano le altre misure previste dai protocolli voluti dal sindacato».
«Noi diciamo che un governo con tutte queste contraddizioni non può scaricare sulle parti sociali, che sono parti private, una decisione che eventualmente va presa per legge e sulla base di precise indicazioni scientifiche», sottolinea.
«Se la comunità scientifica dicesse che ci vuole l’obbligo del green pass o della vaccinazione, allora non si capisce perché dovrebbe valere solo per chi va in fabbrica, ma non sui mezzi di trasporto o nei supermercati o in Parlamento».
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