«Quando mio papà mi disse che toccava a me, eravamo in 35. Ora siamo 4 mila. Siamo raddoppiati nell’arco degli ultimi otto anni. È questo il motivo per cui faccio impresa, ci sentiamo una cellula di una società. Che vuole portare con sé le persone. Il mio allenatore di atletica ci ripeteva sempre: “via di corsa, pian pianino”. Allora non afferravo il senso di quelle parole, adesso che abbiamo vissuto questa fase così difficile della pandemia, mi sono chiare: non dobbiamo lasciare indietro nessuno. Cercare di essere un gruppo dove si tiene conto delle velocità di tutti. E si può fare». Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, è Gian Luca Rana, l’Ad del gruppo Rana – che nel 2020 fattura 900 milioni e che nel 2021 dovrebbe toccare la quota di un miliardo.
«Da ragazzo» sottolinea «sognavo di raggiungere un traguardo, quest’anno ci stiamo riuscendo, arrivare a un miliardo di fatturato. Per noi è una tappa importante, frutto del lavoro di tutti. Un lavoro avviato da mio padre e che nel 2013 ha visto la data di partenza della strategia di cui stiamo raccogliendo i frutti. Le due piattaforme mondiali, Italia e Stati Uniti, per garantire lo sviluppo futuro: in otto anni i ricavi sono saliti del 270%, da 380 milioni a un miliardo nel 2021. E l’EBITDA passerà da 20 a 116 milioni, crescendo di 6 volte. Realizziamo più di 1.500 prodotti. Dal packaging sempre più sostenibile all’innovazione. Vede, la trasformazione è parte integrante di quello che stiamo facendo, di quello che siamo».
Il segreto, rileva, «è l’energia delle persone. In questi anni ci siamo già trasformati, la strategia non è più centrata solo sulla pasta ripiena. Il 40 per cento del fatturato ormai viene da altro, dai piatti pronti, dai sughi, dai food service negli Usa. Produciamo al nostro interno l’80% della tecnologia che utilizziamo. Abbiamo un piede nel marketing e un piede nell’hi-tech. Stiamo assumendo più ingegneri che esperti di marketing, dovranno adattare le nuove tecnologie alle esigenze dei consumatori. Mettiamola così: la cucina determina le scelte, la tecnologia si adatta».








