Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Quotarsi per le PMI costerà di meno | Lo scenario

Rilanciare l’attrattività di Piazza Affari facilitando il processo di quotazione e rendendo la vigilanza collaborativa.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo pacchetto borsa con il quale il governo intende rendere più appetibile la strada di Palazzo Mezzanotte, in particolare per le piccole e medie imprese.

Tra le novità, in larga parte anticipate nelle scorse settimane da MF-Milano Finanza, il disegno di legge consentirà alle pmi di accedere su base volontaria al regime di dematerializzazione previsto dal Tuf e di ridurre di conseguenza costi e oneri amministrativi legati all’emissione e al trasferimento di quote.

Confermata la scelta di rafforzare l’istituto del voto plurimo per le aziende che intendono quotarsi, permettendo di emettere azioni speciali con un voto maggiorato di dieci volte, contro l’attuale limite di tre.

Un modo per spingere le imprese a quotarsi riducendo il rischio che la proprietà possa perderne il controllo.

La base del disegno di legge è il Libro verde sullo sviluppo dei mercati finanziari pubblicato dal ministero dell’Economia a febbraio del 2021.

Altra novità è la scelta di raddoppiare a un miliardo il tetto della capitalizzazione massima previsto per una pmi, mentre le casse previdenziali potranno ottenere la qualifica di investitore professionale di diritto privato, acquisendo in questo modo il diritto di accedere in via sistematica e con minori oneri amministrativi a un ventaglio più ampio di forme d’investimento.

E ancora via libera al voto in assemblea mediante il rappresentante designato.

Con l’ok del cdm, il ministero dell’Economia resta nei tempi delineati nelle scorse settimane per licenziare il pacchetto borsa, che da impegni doveva arrivare entro la fine del primo semestre dell’anno.

Una larga parte degli interventi riguarda i poteri di Consob e delle autorità di vigilanza.

Viene ad esempio conferita alla Commissione sul mercato presieduta da Paolo Savona la possibilità di chiudere l’avvio di procedure sanzionatorie con l’assunzione di impegni del soggetto incolpato senza irrogare sanzioni.

Il regulator potrà anche oscurare campagne pubblicitarie online per investimenti condotte da soggetti non abilitati.

Due altre norme riguardano i rapporti con emittenti e investitori.

Per i componenti e i dirigenti delle authority (Consob, Bankitalia e Ivass), sarà più veloce passare ad altri incarichi.

Il ddl dimezza infatti a un anno il periodo d’incompatibilità tra uscita dalle vigilanze e passaggio a incarichi privati o nella Pa.

Inoltre limita al “danno diretto da violazione di leggi e regolamenti sui cui è aumentata la vigilanza” la possibilità dei risparmiatori di rivalersi sulle authority per mancato controllo.

Assieme a iniziative per l’educazione finanziaria si allargano infine i criteri per accedere a Patrimonio Destinato, lo strumento gestito da Cdp ideato durante la pandemia per sostenere le imprese con oltre 50 milioni di fatturato.

In particolare, nel quadro dell’operatività a mercato, sarà possibile l’accesso anche alle aziende sotto processo.

Lo strumento intanto ha già sottoscritto diversi fondi: si parla delle operazioni con Equor, Illimity, Dea Capital Alternative Funds e nel fondo Anthilia Gap.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.