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Alessandro Profumo (Ad Leonardo): «No alla fusione con Fincantieri»

Sì al progetto dei grandi poli dell’industria della difesa europea per «spendere meglio i soldi dei cittadini», ma no all’ipotesi di fusione con Fincantieri nell’ottica di un polo militare italiano, rilanciato ieri dal ministro Giorgetti. Questa la posizione dell’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo.

«Penso che sia molto importante» afferma in un’intervista a Repubblica «andare verso una Difesa europea e lo dico soprattutto nei confronti dei cittadini. Per qualsiasi nuovo sistema che vai a sviluppare ai costi non ricorrenti. Se un nuovo prodotto lo sviluppi dieci volte, invece che una o due, hai questi costi moltiplicati per dieci. Si cita sempre il caso dei mezzi blindati: in Europa ne abbiamo di 17 tipi diversi, mentre negli Stati Uniti soltanto tre».

Con Fincantieri, aggiunge, «la collaborazione c’è sempre stata. Sono anche convinto che vada rafforzata: quando andiamo a cercare commesse all’estero possiamo muoverci in maniera ancora più coordinata. Noi facciamo la parte elettronica, loro la parte navale».

Ma l’aggregazione tra i due gruppi è possibile?

«Mi sembrerebbe un uso sbagliato del tempo» risponde. «Prendiamo Fincantieri: fanno navi per i settori civile e militare. Tra di loro ci sono sinergie. Mentre non mi pare che ci siano tra chi fa elettronica per la difesa e chi costruisce scafi».

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