“Spesso subiamo il tema ‘fa tutto Webuild’, ma questo è lontano dalla realtà. Su un mercato italiano di quasi 186 miliardi di costruzioni abbiamo preso 1,8 miliardi nel 2022 di nuovi ordini. La sensazione è legata al fatto che facciamo progetti, come le metropolitane, che hanno una grande visibilità mediatica”, però ad esempio Webuild non ha progetti legati al Superbonus 110%.
Lo ha detto Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, in occasione della seconda edizione del Premio intitolato all’economista Alberto Giovannini, già presidente di Webuild.
“In Italia tutti vorrebbero che l’economia fosse popolata da grandi gruppi, poi però quando ce n’è uno tutti cercano di ostacolarlo”, ha aggiunto durante l’evento. “I grandi gruppi sono fondamentali perché hanno tutte le attività tipiche e fondamentali: l’appeal per i ragazzi e gli investimenti in ricerca e innovazione. Questo non si può fare con i piccoli. Il nostro è un gruppo che ha circa 90mila persone nel mondo e fattura il 70% all’estero e ha la capacità di fare tutto questo”.
“Un Paese senza grandi gruppi non è un Paese resiliente”, ha concluso Salini, “non può affrontare la sfida tecnologica, non può offrire un futuro ai ragazzi in gamba. Webuild non è certo l’unica, ce ne sono altri. Le imprese grandi sono il sale di questo mercato di sviluppo, perché ci confrontiamo con il resto del mondo”.








