Piero Novelli è il nome caldo in lizza per la presidenza italiana di Euronext. Secondo MF-Milano Finanza sarebbe proprio il banchiere, co-presidente di Ubs Investment Bank, ad averla spuntata sull’altra candidata forte, l’economista Lucrezia Reichlin.
Nulla è ancora definitivo. Non si sa se il nuovo esecutivo a guida Mario Draghi vorrà entrare nella decisione, anche se formalmente la candidatura deve essere avanzata da Cassa Depositi e Prestiti. È quanto previsto dagli accordi dello scorso ottobre, quando Lse Group ha accettato l’offerta da 4,3 miliardi del listino paneuropeo a trazione francese per l’acquisto di Borsa Italiana, permettendo anche l’ingresso di Cdp e Intesa Sanpaolo nell’azionariato di Euronext. L’accordo prevede infatti Cpd che avrà il 7,3%, pareggiando l’omologa francese come primo azionista, e il diritto appunto a designare il presidente, indipendente, del supervisory board e di un altro membro del Consiglio di sorveglianza, in quota Cdp Equity.
L’operazione dovrebbe chiudersi entro la prima metà dell’anno, ma già sono molteplici le mosse per organizzare Euronext, da parte dei francesi. Il mese scorso Anthony Attia è stato nominato a capo del Primary market e del Post trading, e avrà quindi il compito di supervisionare le quotazioni di azioni, bond e fondi di Euronext, oltre le attività di compensazione e clearing, quindi anche Mts, Monte Titoli e Cassa Compensazione e Garanzia. Ruoli delicati per l’Italia, che già hanno fatto suonare il campanello d’allarme sulla possibilità che quest’accordo sia un “cavallo di troia”. Allarme suonato anche dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che ha sottolineato come si debba prestare la massima attenzione all’integrazione di Piazza Affari nel listino paneuropeo.








