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Piero Cardile (Ufficio Studi Ancd-Conad): «Grave rischio riduzione dei consumi e danni alle piccole e medie imprese»

“Il rischio vero di tutta questa situazione degli aumenti dei costi è una riduzione dei consumi che peraltro è già stata registrata e si ripercuoterà inevitabilmente su tutta la filiera, con danni soprattutto alle piccole e medie imprese”. 

Lo ha detto il responsabile Legislazione e Ufficio Studi Ancd-Conad, Piero Cardile, in audizione alla Commissione Agricoltura alla Camera sulle problematiche connesse all’aumento dei costi dei prodotti agricoli a seguito dei recenti sviluppi del conflitto in Ucraina.

“Dal nostro punto di vista – ha precisato Cardile – riteniamo che, trattandosi di una situazione eccezionale, vada affrontata dal sistema Paese con misure eccezionali, come la riduzione dell’Iva. È impensabile che questi problemi possano essere risolti all’interno delle varie filiere attraverso il trasferimento tout court di questi costi al consumatore che peraltro è l’anello più debole”. Il tema caldo, come ha ribadito il responsabile ortofrutta Italia di Conad, Gianmarco Guernelli, “è come riversare questi costi in maniera equa al consumo perché il calo che andrebbe a riversarsi anche su di noi che siamo un tramite verso il consumatore; ma dall’altra parte abbiamo un sistema produttivo che ci fa pressione perché gli siano riconosciuti dei costi maggiori”. 

E ha aggiunto “quello che chiedo è che ci sia da parte di tutti attenzione ad arginare i fenomeni speculativi, dai costi dell’energia a quelli delle materie prime, che certo non mantengono viva l’economia. Siamo tutti sulla stessa barca, ricordiamocelo”. Guernelli ha, infine, fatto presente che “tutti puntano il dito sulla grande distribuzione, come sto sentendo ultimamente, e questo non è corretto perché abbiamo gli stessi problemi della produzione. Abbiamo bisogno di essere supportati e anche noi dobbiamo portare a casa i nostri margini. Lo sforzo lo dobbiamo fare tutti”.

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