Se ci spaventa Netflix? «Certo è sempre un concorrente in più, non lo sottovalutiamo, ma non ci preoccupa allo stato attuale». Queste le parole di Pier Silvio Berlusconi, l’amministratore delegato di Mfe-Mediaset, in risposta a una domanda su quanto tema i nuovi abbonamenti di Netflix con la pubblicità. «È un concorrente in più, ma visti i numeri tra totale abbonati, quanti guardano un contenuto specifico e quanto tempo ci spendono, dovrebbe essere un fenomeno piuttosto piccolo».
In generale la situazione dell’editoria televisiva «rimane tostissima, ma dei segnali di una tenuta maggiore della televisione gratuita commerciale rispetto ai nuovi media ci sono, è una tendenza quasi inevitabile. Si vive anche di mode e tendenze, c’è stata l’esplosione dei social, ma la tv ha un’efficacia che non è paragonabile a nessun altro mezzo», aggiunge Pier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa sullo sviluppo dei progetti digitali del gruppo.
Con i francesi di Vivendi «a oggi ci sono dei normalissimi rapporti tra soci, senza nessuna interferenza a livello industriale o volontà di contare a livello di azionisti: quindi abbiamo già fatto un passo avanti enorme» rispetto al passato, sorride l’amministratore delegato di Mfe-Mediaset.
Sull’intesa che prevede la possibilità che il gruppo transalpino esca gradualmente dal capitale di Mfe, «l’accordo è in essere ma, a decidere quando e se avverrà la loro vendita non siamo né noi né i francesi, ma il mercato, i valori. Non ci sono automatismi, dipende da sé, e quando, loro riterranno conveniente cedere la loro partecipazione», conclude Pier Silvio Berlusconi.








