«La nuova organizzazione, decisa in un anno in cui il mondo è cambiato, ci aiuterà a implementare la nostra strategia e a raggiungere tutti gli obiettivi finanziari del 2021, che abbiamo confermato. Ma le sue linee guida saranno utili anche per il prossimo ciclo strategico, che sarà tracciato nel piano 2022-2024». Lo ha spiegato il CEO di Generali, Philippe Donnet, in un’intervista a Repubblica dopo il varo mercoledì della nuova struttura organizzativa del gruppo.
Sul tema della sua riconferma, Donnet si limita a dire: «È un tema che non mi appassiona. Quello che conta non è il mio futuro, ma quello di Generali che compie adesso 190 anni e dovrà navigare al meglio per altri 190. Noi proponiamo la strategia al cda. I consiglieri non sono sempre d’accordo e ovviamente c’è dialettica. Ma in consiglio non vedo soci bensì rappresentanti della totalità degli azionisti e degli investitori. E a parlare sono i risultati e i piani approvati dal cda e sempre rispettati».
Sulla partnership con Cattolica Assicurazioni, di cui il Leone oggi ha il 24,4%, Donnet ha spiegato: «Abbiamo proposto un’operazione di partneriato, con un accordo industriale, ovviamente approvato dal cda. E già nel 2021 l’accordo ci darà grandi soddisfazioni; la vendita di prodotti dell’asset management è in corso mentre a marzo venderemo i nostri servizi salute e Internet of Things ai 3,5 milioni di clienti Cattolica».
Sui 300 milioni investiti in Cattolica, Generali registra una minusvalenza potenziale di circa 90, rifarebbe l’operazione? «Certo che sì – ha risposto Donnet – La minusvalenza è solo teorica e temporanea, mentre noi abbiamo una visione strategica di lungo termine». Alla domanda se il Leone aumenterà la quota in Cattolica, magari approfittando del prossimo aumento di capitale, il CEO ha detto: «Vedremo le condizioni a cui sarà lanciato l’aumento e verosimilmente parteciperemo. Ma solo per la nostra quota».








