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[L’inchiesta] Pfizer licenzia in Italia, nonostante i profitti miliardari dei vaccini. «Inaccettabile»

L’azienda farmaceutica americana Pfizer prevede di vendere quest’anno vaccini anti-Covid sviluppati in collaborazione con la tedesca BioNTech per un valore di 33,5 miliardi di dollari, grazie a ordini per 2,1 miliardi di dosi in tutto il mondo. Una cifra molto più alta dei 26 miliardi di dollari su cui il gruppo ha dichiarato di puntare a maggio scorso. Pfizer ha anche rivisto al rialzo le prospettive per le vendite annuali e i profitti.

Eppure licenzia, in Italia.

130 esuberi 

“Il 3 febbraio scorso durante un incontro, Pfizer ci ha comunicato dei 130 esuberi con contratto a tempo indeterminato e il ‘non rinnovamento’ di altri 60 lavoratori ‘somministrati’. Dopo l’utile avuto con i vaccini come fa questa azienda a parlare di licenziamenti?”. 

Lo afferma Jerry Magno Segretario Filctem Cgil Catania.

“Da parte nostra abbiamo dichiarato lo stato di agitazione, blocco straordinario ed uno sciopero che si terrà il 3 marzo con lo spegnimento delle caldaie con il fermo dell’azienda”. “Nel frattempo – evidenzia Magno – abbiamo girato una richiesta di incontro al Mise. Mi auguro che il governo ci convochi prestissimo per poter affrontare questa grave problematica”. Per l’esponente sindacale, infine,provocatoriamente, “Pfizer deve dire al governo italiano: ‘non solo mi hai pagato i vaccini, ma io Pfizer licenzio pure lavoratori a Catania’. La situazione e’ davvero delicata”. 

L’azienda: “adeguamento necessario”

“Lo stabilimento di Catania svolge un ruolo fondamentale per Pfizer, inclusa la risposta alla pandemia” di Covid-19, “la produzione di importanti medicinali iniettabili sterili e antibiotici per i pazienti di tutto il mondo. Il sito continuerà a essere parte integrante della rete globale di produzione e fornitura Pfizer e, infatti, è stato programmato un intervento di modernizzazione, con un ulteriore investimento di 27 milioni di euro nei prossimi tre anni”.

Ma “in previsione di questo investimento, Pfizer ha identificato alcuni adeguamenti necessari, dovuti anche al calo della domanda dei volumi produttivi di un antibiotico iniettabile, che porteranno a una riduzione dell’organico”. Spiega così l’azienda farmaceutica americana il motivo degli esuberi annunciati per il polo siciliano. “Nell’ambito dei consueti processi aziendali, Pfizer rivaluta periodicamente le attività delle proprie sedi in tutto il mondo al fine di garantire la continuità nella produzione dei farmaci secondo elevati standard di efficienza e sicurezza”, continua la compagna in una nota. Da qui le decisioni sul sito catanese.

“Al fine di supportare tutte le persone coinvolte in questo processo – dichiara Pfizer – l’azienda ha avviato un confronto con i sindacati ed è impegnata a identificare le misure più adeguate”. Questi cambiamenti, afferma Giuseppe Campobasso, direttore del sito produttivo, “si rendono necessari per garantire il futuro dello stabilimento qui a Catania. In questa fase difficile, i colleghi sono la nostra priorità: stiamo lavorando insieme con le organizzazioni sindacali per valutare tutte le opzioni possibili, e abbiamo identificato ed offerto alcune opportunità che si potranno concretizzare nel trasferimento all’interno della nostra stessa rete di produzione in Italia, oltre che supportare economicamente l’uscita e facilitare il ricollocamento”.

Enzo Bianco: “inaccettabile”

“E’ assolutamente inaccettabile e scorretto nei confronti dei lavoratori e della città di Catania”. Lo afferma Enzo Bianco, consigliere comunale ed ex sindaco del capoluogo etneo. “Da più parti avevamo chiesto di destinare il sito di Catania alla produzione dei vaccini anti Covid – aggiunge Bianco – ma l’azienda farmaceutica, che nel contempo ha registrato un notevole incremento di fatturati e guadagni grazie alla pandemia, non solo ha rifiutato, anzi neppure ha risposto, ma sta provvedendo al depotenziamento della sede”.

“Una scelta crudele – evidenzia Bianco- che è senza dubbio figlia di un disinteresse nei confronti della nostra realtà da parte di alcune grandi aziende”.

“La caduta verticale della reputazione di Catania a livello nazionale e internazionale – osserva Bianco – sta creando risultati pessimi. Come esempi posso citare la probabile scelta di Intel di alcune settimane fa e quella di Pfizer adesso. Dobbiamo fare fronte comune per ridare credibilità alla nostra Città, penalizzata anche dalla mancanza, oltre che dal basso profilo, di gran parte della dirigenza politica”.

“Come purtroppo ripeto da sin troppo tempo ‘semu ne manu di nuddu’ (‘nelle mani di nessuno’). Dobbiamo cambiare questa situazione. Riprendere, ad esempio, – sottolinea- il sogno dell’Etna Valley dimenticato dalle amministrazioni competenti”.

“Non possiamo permetterci e permettere che Catania – conclude Enzo Bianco- continui ad essere penalizzata in ogni settore, dobbiamo riprenderci la giusta reputazione e il ruolo che compete a quella che aspira, o aspirava, a diventare una grande metropoli europea”.

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