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Per centrare i target sulle rinnovabili ne serve il raddoppio in 10 anni | Lo scenario

Per raggiungere i target prefissati sulle energie rinnovabili nei prossimi dieci anni sarà necessario raddoppiare il ritmo di nuove installazioni rispetto a quanto fatto nell’ultimo decennio.

E’ questo uno dei messaggi chiave che Ey ha lanciato all’Energy Summit 2023 di Roma, al quale hanno partecipato tanti protagonisti del mercato e del mondo dell’impresa, oltre al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Un evento che si giocherà attorno alla parola reset, fondamentale per definire il cambiamento in atto.

“La transizione energetica, con le sue profonde implicazioni economiche e sociali, ha portato a un ripensamento completo dei modelli di business – dice al Sole 24 Ore Massimo Antonelli, ceo di Ey in Italia e Coo di Ey Europe West -. Il nostro Paese sta portando avanti un percorso positivo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di efficienza energetica per il 2030, così come le nostre aziende che hanno saputo ancora una volta navigare nella non linearità, rivedendo il loro mix energetico in anticipo rispetto alle aspettative”.

Questi alcuni degli elementi e trend da considerare in questo scenario.

Il primo è la velocità: il cambiamento sarà sempre più rapido e l’accelerazione è essa stessa una sfida per l’industria e per la politica, che deve guidare la trasformazione e decidere rapidamente profondità e ampiezza del reset. Il secondo è l’ampliamento del numero di soggetti coinvolti. Il cambiamento coinvolge già oggi non solo l’industria energetica ma sempre più altre aree connesse: finanza, con una riconfigurazione degli investimenti verso nuove tecnologie; infrastrutture e progetti industriali innovativi; fornitori di tecnologia (anche digitale); mondo della ricerca pubblica e privata e il sistema della formazione con l’obiettivo di colmare il gap occupazionale di cui le imprese soffrono oggi e per creare nuove professioni. Solo un vero dialogo e coordinamento fra questi soggetti consentirà di centrare gli ambiziosi obiettivi fissati.

Un altro aspetto è relativo all’indipendenza energetica e alla competitività. Dal punto di vista geopolitico, per il sistema paese ed europeo, e dal punto di vista competitivo, se si considerano le industrie e i settori, le energie rinnovabili costituiscono una straordinaria opportunità per svincolarci dalla dipendenza di Paesi terzi per le forniture di gas e petrolio in primis, e dalla fluttuazione dei prezzi causata da eventi indipendenti dalle nostre scelte (si pensi ad esempio all’invasione russa dell’Ucraina). La tendenza del mercato dell’energia a diventare sempre più locale con il conseguente accorciamento delle catene di approvvigionamento è probabilmente uno dei fattori più interessanti dal punto di vista economico e sociale.

Un altro trend è legato all’innovazione tecnologica. La ricerca sta accelerando in tutto il mondo per creare maggiore efficienza con l’obiettivo di vivere e produrre con meno energia. Importanti investimenti stanno parallelamente alimentando un costante miglioramento della capacità di produrre con energie rinnovabili e creare nuovi sistemi di accumulo per limitare l’impatto della variabilità delle rinnovabili. Su questo ci si attendono interessanti passi avanti nei prossimi anni.

Un’altra interessante area di sviluppo riguarda l’uso del software e di sensoristica diffusa per una gestione più “smart” delle infrastrutture; anche in questo caso con l’obiettivo di creare maggiore efficienza.

“Nei prossimi dieci anni le interconnessioni nelle reti elettriche europee dovranno triplicare, le pompe di calore installate nel mondo dovranno quadruplicare e la capacità mondiale installata di fonti rinnovabili aumentare di otto volte – spiega Sergio Nicolini, Emeia Energy Sector Leader di Ey – questi numeri ci danno l’idea della magnitudine esponenziale del cambiamento che stiamo affrontando”.

C’è poi un ulteriore capitolo della transizione che non deve essere sottovalutato: il coinvolgimento dei consumatori finali la cui fiducia è fondamentale per un’implementazione di successo della transizione energetica. Oggi però, secondo le ricerche di Ey, solo quattro persone su dieci vedono un impegno concreto dei player del settore energetico e sono molteplici gli elementi che frenano i consumatori/utenti nell’adozione di comportamenti sostenibili: prezzi elevati, molto volatili e in alcuni casi incomprensibili o di difficile valutazione, scarsa accessibilità legata al prezzo delle soluzioni ed estrema complessità. Tutti temi sui cui gli attori del settore dovranno dare risposte rapidamente e su cui il grande reset si gioca il proprio successo.

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