“I fondi italiani hanno tenuto testa al virus”.
Parola del presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos.
“Possiamo affermare che in questa terribile crisi l’industria del risparmio gestito ha tenuto e il risparmiatore italiano ha dato prova di maturità, anche grazie al supporto dei consulenti finanziari”.
“Analizzando la categoria dei fondi aperti, a marzo, nel pieno dell’emergenza, i riscatti hanno raggiunto 10 miliardi causando una perdita di appena l’1% dei circa 1.000 miliardi di asset totali. Si pensi che durante la crisi del 2007-2008 il sistema registrò deflussi complessivi per 280 miliardi, in un’epoca in cui il patrimonio gestito era la metà”.
“La ripartenza è in atto, come confermano i dati di aprile (+5,7 miliardi di raccolta dei fondi aperti) e maggio (5,4 miliardi di raccolta complessiva, di cui 3 dai fondi aperti) che hanno permesso di ridurre i deflussi complessivi da inizio anno a 4,5 miliardi”.
Anche il patrimonio totale è in risalita a 2.210 miliardi a maggio (+1,5% su aprile, +3% a marzo) grazie anche alla ripresa delle Borse. Il mercato italiano dei fondi si è comportato meglio rispetto a quello europeo i cui deflussi, in rapporto al patrimonio complessivo, corrispondono a un calo di circa il 2% degli asset.
“I Pir alternativi, sono prodotti di tipo chiuso particolarmente adatti a un risparmiatore evoluto che ne comprende le logiche di investimento”.
“In termini di raccolta è forte prematuro proporre oggi dei volumi, ma le prime stime di Equita, secondo cui lo strumento può arrivare a una raccolta annua compresa tra 2 e 3 miliardi di euro, fino a raggiungere 15 miliardi nei prossimi cinque anni, ci sembrano plausibili e più che sufficienti ad assegnare un valore strutturale a questo strumento”.








