Paolo Carli (Presidente di Henraux): «A 200 anni dalla nascita dell’azienda progettiamo lo sbarco in Borsa»

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Da tempo non è più “solo” un’azienda che estrae e lavora il marmo pregiato delle Alpi Apuane – una delle più antiche del distretto toscano che va da Carrara alla Versilia – ma è anche un laboratorio d’arte, architettura e design che produce sculture, progetti “su misura” ed elementi d’arredo firmati da grandi nomi.

Ora che compie 200 anni di vita, la Henraux di Querceta (Lucca), fondata nel 1821 da Jean Baptiste Alexandre Henraux, soprintendente regio alla scelta dei marmi di Carrara per i monumenti pubblici di Francia, e oggi controllata al 52% dall’imprenditore Paolo Carli, festeggia il traguardo spingendo sulla diversificazione, rilanciando la crescita e progettando lo sbarco in Borsa.

«La prospettiva è la quotazione – spiega il presidente Carli al Sole 24 Ore – anche se non siamo ancora del tutto pronti. Aver puntato sul prodotto finito, col marchio “Luce di Carrara” che oggi vale il 10% del fatturato, ha portato una crescita del management e una crescita tecnologica. Poi è arrivata la pandemia che ha imposto una riorganizzazione aziendale, con alcune lavorazioni che sono state riportate all’interno. Ora attendiamo l’approvazione da parte della Regione dei piani attuativi dei bacini estrattivi delle nostre cave, previsti dal Piano paesaggistico, e poi potremo programmare adeguati investimenti e concentrarci sulla Borsa. Abbiamo già bilanci certificati e una situazione patrimoniale solida».

Il 2020 è stato un anno complicato, con l’attività fermata dal lockdown e il blocco delle commesse internazionali (l’export vale il 95%): alla fine il fatturato Henraux è sceso del 23% a 30 milioni di euro e il bilancio si è chiuso in utile. Il primo trimestre del 2021 ha mostrato segnali di risveglio del business (+21% sul 2020, +6,6% sul 2019) ma Carli predica prudenza e punta a consolidare i 30 milioni: «La ripartenza si vedrà da settembre – dice – perché si è fermato il volano della pianificazione delle grosse commesse mondiali».

Nel concludere, Carli poi afferma: «bisogna ricordare che quest’azienda ha formato le figure che hanno dato vita al distretto apuo-versiliese e grazie a Erminio Cidonio, amministratore negli anni Sessanta, ha fatto capire al mondo le potenzialità del marmo».

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