“Il blocco di Hormuz è un cappio al collo per chi lavora i metalli.
L’area del Golfo fornisce una fetta enorme dell’alluminio mondiale e, soprattutto, è il cuore della logistica energetica.
Se si chiude quel rubinetto, non solo i prezzi delle materie prime schizzano a livelli folli per pura speculazione, ma rischiamo la paralisi fisica delle forniture.
Le nostre fabbriche lavorano just-in-time; non abbiamo scorte per mesi.
Se le navi non passano, la catena del valore si spezza in pochi giorni e il risultato è il blocco totale delle fonderie e delle officine meccaniche in tutta Europa”.
Così, con Adnkronos/Labitalia, Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, sugli effetti del conflitto in Medio Oriente per le medie e piccole industrie del nostro Paese.
Per saperne di più:

Industria e infrastrutture, Giuseppe Biazzo: un Lazio a un'ora da Roma per attrarre investimenti

Aeroitalia lancia l'allarme: senza aiuti a rischio i voli per la Sardegna, con caro carburante e aum...

Nathalie Dompé, CEO del gruppo farmaceutico: così l’intelligenza artificiale cambierà la ricerca sui...

Aeroporto di Fiumicino, Marco Troncone: «Il momento per pianificare e decidere è adesso»

Ecco chi è il manager italiano più potente d’America | Il ritratto






