“Il blocco di Hormuz è un cappio al collo per chi lavora i metalli.
L’area del Golfo fornisce una fetta enorme dell’alluminio mondiale e, soprattutto, è il cuore della logistica energetica.
Se si chiude quel rubinetto, non solo i prezzi delle materie prime schizzano a livelli folli per pura speculazione, ma rischiamo la paralisi fisica delle forniture.
Le nostre fabbriche lavorano just-in-time; non abbiamo scorte per mesi.
Se le navi non passano, la catena del valore si spezza in pochi giorni e il risultato è il blocco totale delle fonderie e delle officine meccaniche in tutta Europa”.
Così, con Adnkronos/Labitalia, Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, sugli effetti del conflitto in Medio Oriente per le medie e piccole industrie del nostro Paese.








