“Sono trascorsi 10 anni da quando una nuova associazione, Confimi Industria, ha iniziato a dar voce alla manifattura italiana e le sfide del settore produttivo sono sempre più complesse ma oggi al Governo e ai segretari di partito vogliamo lanciare tre proposte legate alla competitività dell’industria italiana: autosufficienza energetica, crescita della produttività e innovazione competitiva”.
Lo ha affermato Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, dal palco dell’Aula Magna dell’Auditorium Angelicum, dove ha radunato oltre 500 industriali della manifattura italiana privata per l’evento dal titolo ‘Rappresentanza e Crisi Economica – Il ruolo delle imprese per il futuro del Paese’ invitando a discuterne il Governo, rappresentato dal ministro dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa e dal viceministro al Mise Gilberto Pichetto Fratin, e i segretari di partito tra i quali sono intervenuti Nicola Fratoianni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e il vicesegretario Irene Tinagli e il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia Luca Ciriani.
“Abbiamo dato una data di scadenza alle emissioni di CO2, è il 2035. Mi auguro che lo Stato non resti in finestra a guardare come fatto in campo energetico negli ultimi 30 anni. E che non lo faccia soprattutto ora che Bruxelles ha riconosciuto il gas e il nucleare come fonti sostenibili” ha ricordato Agnelli. “L’Italia deve dotarsi di un piano industriale, deve saperlo supportare con un piano energetico, guidarci verso il 2035, pilotando con saggezza la transizione energetica. Già oggi le nostre aziende sono fuori mercato a causa dei prezzi folli dell’energia, si rischia la desertificazione industriale”, aggiunge il presidente di Confimi Industria.








