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Andrea Orlando (ministro Lavoro): «Protocollo d’intesa darà valore alla moda italiana»

«Questo protocollo dà valore al sistema che la moda rappresenta in Italia, una filiera strategica». Lo ha afferma il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dopo aver siglato il protocollo d’intesa “Il lavoro buono”, a Milano, a Palazzo Reale, tra Cnmi-Camera nazionale della moda italiana e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L’obiettivo, ha spiegato, è rafforzare la capacità professionale degli addetti del comparto moda, favorire la continuità generazionale, sostenere la formazione.

«L’interlocuzione è iniziata a Milano con i principali brand di Cnmi, ci siamo confrontati su come si potesse accompagnare la transizione, i cambiamenti e l’uscita dall’emergenza sanitaria attraverso politiche attive. Farlo all’indomani della settimana della moda è stata una scelta strategica», ha spiegato ieri il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Ricordando che il settore della moda in Italia è formato da 67mila imprese che coinvolgono più di un milione di addetti.

«L’età media è alta e di conseguenza nei prossimi anni si assisterà a un turnover di lavoratori, con un rischio di perdita del saper fare. Agiremo attraverso l’avvio di programmi regionali di riqualificazione degli addetti anche attingendo agli strumenti e alle risorse previste dal Pnrr-Piano nazionale di ripresa e resilienza; la promozione di programmi di formazione professionale nelle imprese per la tutela del diritto del lavoratore a una formazione continua; l’impegno al mantenimento dei livelli occupazionali».

Il Ministro, scrive MFF, ha evidenziato come l’industria manifatturiera sia alle prese con una trasformazione digitale e tecnologica che richiederà sempre più risorse qualificate. Qui i lavoratori saranno chiamati ad aggiornare le loro competenze ed esplorare ambiti nuovi. Per monitorare l’esecuzione del protocollo le due parti hanno costituito un gruppo di lavoro permanente che rendiconterà i risultati annualmente.

«Dobbiamo coinvolgere istituzioni locali e filiere in un dialogo costante», ha concluso Orlando. Gli fa eco Carlo Capasa, numero uno di Cnmi: «I nostri primi 16 brand rappresentano il 32% del fatturato dell’industria della moda italiana. Abbiamo una responsabilità nel mettere il know-how a disposizione per contribuire alla rinascita del territorio. Nel 2020 abbiamo perso il 24% del turnover, mettendo a rischio posti di lavoro, oggi cerchiamo di reagire», ha spiegato. «Questo protocollo dà valore al sistema che la moda rappresenta in Italia, una filiera strategica». Infine, Cristina Tajani, consigliera del Ministro del lavoro, ha passato il testimone ad Alessia Cappello, neo-assessora al lavoro e allo sviluppo economico con delega anche per moda e design.  

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