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Andrea Orlando (ministro Lavoro): «Ci saranno nuove riforme sugli ammortizzatori sociali entro luglio»

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Sul blocco dei licenziamenti «la partita non è stata persa». Il ministro del Lavoro Andrea Orlando, intervistato dal direttore della Stampa, Massimo Giannini, torna sullo scontro di cui è stato protagonista all’interno della maggioranza. Avverte Salvini: «Non bisogna fare tattica politica sulla vita delle persone».

Quanto a Confindustria, che prevede assunzioni, «mi pare che il loro ottimismo sia eccessivo, ma spero che Bonomi abbia ragione». Il ministro annuncia che la riforma degli ammortizzatori sociali «sarà pronta per i primi di luglio, ma servirà un confronto il Mef per trovare le risorse». E dice la sua sul Pd di Letta, che deve continuare a costruire l’alleanza con il M5S e ricomporre le fratture nel centrosinistra.

La questione più urgente, però, è quella dei licenziamenti, con l’ipotesi di prolungare il blocco in modo selettivo, solo per alcuni settori più in crisi. Si va in questa direzione?

«La mia posizione e quella del Pd è che più strumenti abbiamo per gestire questo passaggio e renderlo graduale e meglio è, ma mi astengo dal formulare altre ipotesi, attendiamo il confronto tra le forze politiche e sociali. Serve che maturi una precisa volontà politica, col consenso di tutta la maggioranza. In caso contrario, gestiremo questo passaggio con gli strumenti di cui disponiamo».

C’è chi dice che il blocco non sia servito, perché abbiamo perso comunque un milione di posti di lavoro, contratti a termine non rinnovati…

«Rispetto alla crisi precedente, ha consentito di difendere la nostra capacità produttiva, di tenere in piedi imprese che rischiavano di saltare per problemi finanziari. Io non sono innamorato di questa misura, a mio avviso si poteva fare in modo più selettivo fin dall’inizio, ma ora è una discussione accademica: oggi bisogna affrontare gli effetti dell’esaurimento di questo strumento».

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