Si accende un altro fronte nel risiko delle tlc che potrebbe portare alla rete unica. L’amministratore delegato di Open Fiber Mario Rossetti sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni in occasione della prossima riunione del cda della società.
Le indiscrezioni, riportate da La Stampa nel weekend, parlano di una volontà di effettuare un passo indietro per lasciare spazio a un manager con maggiore esperienza nel settore delle telecomunicazioni in grado di traghettare la società verso la possibile fusione con Netco una volta scorporata da Tim. Le dimissioni di Rossetti non sarebbero dettate da scarsa fiducia da parte degli azionisti che controllano la società – Cassa Depositi e Prestiti al 60% e Macquarie al 40% – ma dalla necessità di aprire una nuova fase già prima dell’approvazione del nuovo piano industriale, previsto entro novembre, e non al termine naturale del mandato nel 2024.
Anche perché la posa della fibra sotto la gestione Rossetti è proseguita in modo molto più rapido rispetto agli anni precedenti. Il tema della sostituzione dovrebbe risolversi in breve tempo. Tanto che la riunione del board per l’ufficializzazione delle dimissioni dell’ad potrebbe arrivare già questa settimana, anche se per il momento non è ancora stata convocata.
Altro segnale di conferma del sempre più probabile addio di Rossetti è stata l’assenza del manager agli Stati Generali della Fibra, l’evento organizzato dalla stessa Open Fiber con la Regione Veneto per fare il punto sull’Agenda Digitale. Secondo quanto risulta a questo giornale, nella giornata di oggi si dovrebbe anche tenere una riunione per fare il punto della situazione, alla quale sarà presente anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione Alessio Butti.
Il grande favorito per la sostituzione di Rossetti, come riportato da diverse testate nei giorni passati, è Giuseppe Gola, ex ceo (dal 2020 al 2022) e cfo (nel triennio precedente) di Acea, ma con alle spalle una lunga permanenza in Wind (dal 2002 al 2017), dove ha ricoperto anche il ruolo di cfo per dieci anni.
Tra i nomi circolati nel settore come possibili successori, viene spiegato a MF-Milano Finanza da fonti finanziarie, ci sono Riccardo Ruggiero, profilo dalla trentennale esperienza nel settore delle tlc tra Infostrada, Telecom Italia, Aria, Tiscali e, infine, Melita; Giuseppe Gola, ex ceo (dal 2020 al 2022) e cfo (nel triennio precedente) di Acea, ma con alle spalle una lunga permanenza in Wind (dal 2002 al 2017), dove ha ricoperto anche il ruolo di cfo per dieci anni; Federico Protto (ex amministratore delegato di Retent con alle spalle una lunga carriera in T-Systems International GmbH del Gruppo Deutsche Telekom).
Da sciogliere sono i nodi del nuovo piano industriale e del rifinanziamento. Due dossier strettamente legati l’uno all’altro. È evidente che, per quanto la definizione del nuovo business plan sia già a buon punto, si dovrebbe aspettare il nuovo amministratore delegato per il via libera. Allo stesso modo il rifinanziamento, che si è reso necessario anche per i costi oltre le previsioni per la copertura delle aree bianche (ossia quelle rurali) – Bloomberg parla di spese addizionali per 870 milioni di euro -, sarà strettamente legato a quanto sarà previsto all interno del nuovo piano. Sullo sfondo rimane Tim, col cda in programma domani che sarà chiamato a deliberare sulla richiesta di Kkr di spostare la scadenza per presentare l’offerta vincolante al 15 ottobre.








