Utili e giro d’affari in calo per il colosso farmaceutico svizzero Novartis, che nel secondo trimestre 2020 sconta un ‘effetto Covid’: i ricavi sono diminuiti del 4% su base annua a 11,4 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è sceso dell’11% a 1,9 miliardi. Nel periodo in esame la situazione della domanda è peggiorata, spiega il gruppo basilese in una nota. In particolare, si sono fatte sentire le conseguenze del coronavirus Sars-CoV-2: se nei primi 3 mesi dell’anno gli ospedali avevano fatto incetta di farmaci, nelle successive settimane hanno rallentato gli acquisti. I pazienti inoltre sono andati meno spesso dal medico, cosa che ha avuto un impatto sul volume di prescrizione.
Il contributo maggiore al fatturato continua ad arrivare dal settore Innovative Medicines, con ricavi per 9,2 miliardi di dollari, in calo dell’1% su base annua. La filiale generici Sandoz segna un -11% a 2,2 mld. Secondo i vertici della compagnia renana, la pressione al ribasso è stata comunque avvertita soprattutto in aprile e maggio, mentre alla fine del trimestre le vendite si sono stabilizzate. Commentando i risultati, il CEO di Novartis Vas Narasimhan ha parlato della pandemia di Covid-19 come di un fattore “estremamente disturbante”. Al contempo ha sottolineato che non è prevista alcuna riduzione di organico legata all’emergenza coronavirus: “Continueremo ad applicare il nostro programma di efficienza già da tempo annunciato”, ha precisato.








