Nonostante l’attenuazione delle pressioni sui costi di produzione le previsioni sulla redditività delle industrie di marca alimentari e non food restano caute.
Emerge dall’osservatorio congiunturale Centromarca redatto a fine marzo dall’associazione, con il supporto di Ref Ricerche, su un campione di 145 manager attivi nelle aziende associate.
Solo il 23% si attende un aumento dei profitti, mentre il 51% li prevede sui livelli dell’anno precedente.
A confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente aumenta infatti la percentuale di quanti segnalano un arretramento delle vendite (dal 21% al 34%), mentre si riducono coloro che registrano un aumento (dal 53% al 41%).
Le scorte si mantengono “nella norma” per il 67% delle aziende, “troppo alte” per il 16% e “troppo basse” per il 17%.
Le prospettive appaiono prudentemente positive: la percentuale del campione che ritiene probabile un aumento delle vendite nei prossimi sei mesi passa dal 17% al 36% e quella di coloro che considerano possibile una riduzione dal 39% al 28%.
Per il 96% degli intervistati i livelli occupazionali dovrebbero mantenersi stabili.
Restano sotto stretta osservazione i prezzi dell’energia: l’84% del campione afferma che la fase più intensa delle tensioni è stata superata, ma considera che i costi si attesteranno su livelli superiori rispetto a quelli prevalenti prima del conflitto in Ucraina.
Centromarca valuta positivamente la scelta del governo di tagliare i contributi a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio bassi, per un valore di oltre tre miliardi di euro a valere sul periodo maggio – dicembre 2023.
“È un contributo al sostegno del potere d’acquisto – rileva Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca – Ed è un’ulteriore risposta alle richieste avanzate dalle aziende industriali e distributive in una fase di particolare debolezza della domanda.
Ora auspichiamo la concretizzazione di altri interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese.
Per esempio, il taglio della pressione fiscale e il varo di provvedimenti che favoriscano gli investimenti e la crescita dimensionale delle aziende”.








