Le stime economiche per la fine del 2020 indicano che il Pil del Veneto pagherà più duramente gli effetti del lockdown rispetto alla media italiana, -10,6% in confronto al -10,1% nazionale, a causa soprattutto delle dimensioni del suo sistema turistico. Ma nel 2021 questo trend si invertirà, e la regione potrebbe crescere di più, +6.9%, della media del Paese, +5,9%, con la migliore performance tra le regioni del Nordest ed anche sulla Lombardia (+6,6%). Lo afferma una elaborazione dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, su dati camerali e Istat. Nel 2021 in sostanza l’industria del Veneto, stima la Cgia, potrebbe riportarsi quasi sui livelli del 2019.
Nei primi tre mesi di chiusura i comparti più colpiti in termini assoluti sono stati la manifattura, che ha perso 13 miliardi di euro di fatturato, il commercio, che ne ha persi 7,5, e le costruzioni con una perdita di 1,7 miliardi di euro.
Questi i dati emersi durante la prima giornata del “Compraverde BuyGreen”, forum regionale giunto alla sua quarta edizione ed inaugurato questa mattina, nel Palazzo della Regione (Grandi Stazioni) a Venezia. Un appuntamento nato per diffondere e valorizzare le migliori esperienze di processo e di prodotto in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale.
Il direttore dell’Area Risorse Strumentali della Regione Veneto, Gianluigi Masullo, ha aperto i lavori facendo sintesi sui temi sfidanti, che attendono la Regione per il futuro prossimo e i quali devono diventare i “driver” della ripartenza post ed intra emergenza sanitaria, per diffondere una mentalità sostenibile capace di affrontare le nuove sfide di programmazione e sviluppo economico inclini ai principi dettati dall’Agenda 2030.








