Andrea Mangoni sarà il primo amministratore delegato di Mundys, la ex Atlantia. Lo si apprende dal comunicato sui conti della società. Il cda di Mundys ha infatti approvato la relazione annuale integrata 2022, che registra traffico autostradale in crescita (+8 sul 2021 e +4% sul 2019) con recupero in tutti i Paesi in cui opera il gruppo e traffico aeroportuale in forte miglioramento (+119% sul 2021) sebbene ancora inferiore ai livelli pre-pandemia (-30% sul 2019).
Il risultato netto è tornato positivo per 200 milioni di euro dopo la perdita di 500 milioni del 2021.
I ricavi consolidati si sono attestati a 7,4 miliardi di euro (+16%), l’Ebitda a 4,5 miliardi (+12%) e la cassa operativa a 3,1 miliardi (+5%). Gli investimenti, riporta il comunicato, sono saliti a 1,3 miliardi di euro (+30%), mentre il debito finanziario netto è sceso a quota 19,7 miliardi (-10,2 mld rispetto a fine 2021) che recepisce gli effetti delle cessioni di Aspi e Hochtief.
A livello civilistico, Mundys ha chiuso il 2022 con un risultato positivo di 2,9 miliardi di euro, considerato anche l’effetto della plusvalenza netta sulla cessione di Aspi (2,8 mld di euro), in aumento di 1,7 miliardi di euro sul 2021 che includeva la plusvalenza per la cessione del 49% di Telepass (1 mld). Le partecipazioni si sono ridotte di 5,4 miliardi di euro per le cessioni di Aspi (5,3 mld) e Hochtief (0,8 mld) parzialmente compensate dall’acquisizione di Yunex (0,7 mld). Il patrimonio netto chiude a 13,6 miliardi di euro, in aumento di 2 miliardi di euro.
Il cda, preso atto delle dimissioni del consigliere Andrea Pezzangora, ha convocato l’assemblea del 28 aprile altresì per integrare il board, che si riunirà in pari data e potrà nominare del Andrea Mangoni quale amministratore delegato.
Per il 2023 si prevede “un ulteriore progressivo miglioramento dei volumi di traffico, con un traffico autostradale in crescita rispetto al 2022 e un traffico aeroportuale in significativo recupero rispetto al 2022 sebbene ancora inferiore rispetto al 2019”. Sulla base delle previsioni di traffico e delle tariffe autostradali e aeroportuali approvate nei diversi Paesi in cui operano le società del Gruppo per l’esercizio 2023 si prevedono ricavi consolidati e un Ebitda “in progressiva crescita”.
È inoltre previsto che il debito finanziario netto a fine anno 2023 “recepisca gli effetti attesi dalla fusione trilaterale inversa con le società controllanti Schemaquarantadue e Schema Alfa ed in particolare il consolidamento del debito contratto a supporto dell’offerta pubblica di acquisto”. Tutto ciò fatte salve le incertezze legate al perdurare del conflitto in Ucraina e in generale il clima di instabilità economica e finanziaria a livello internazionale, anche a seguito degli eventi che hanno interessato il sistema bancario statunitense ed europeo a marzo 2023, che potrebbero impattare sullo scenario.
Mangoni, riporta il comunicato, è “un manager di grande esperienza sul fronte sia industriale, che finanziario. Ha lavorato per oltre 25 anni ai massimi livelli in diversi settori infrastrutturali, dall’energia alle infrastrutture di trasporto, dalla gestione idrica alle tlc, maturando un’ampia esperienza internazionale”. E’ stato, in una prima fase, Cfo e poi Ceo di Acea, di cui ha curato l’Ipo e sviluppato il piano di investimenti nel settore energetico. In Telecom Italia ha lavorato come Cfo e General Manager delle attività internazionali del gruppo, basate prevalentemente in Argentina e Brasile.
Ha inoltre ricoperto l’incarico di Ceo di Sorgenia, realizzando un vero e proprio turnaround della compagnia, attraverso una completa riorganizzazione del business. E’ stato Ceo di doValue, società dalla quale si è dimesso con efficacia dal 27 aprile 2023. Da aprile a dicembre 2022 ha fatto parte, infine, dell’allora board di Atlantia, in qualità di consigliere indipendente. L’arrivo di Mangoni quale Ceo completerà il nuovo board di Mundys, il cui presidente è Giampiero Massolo, mentre Alessandro Benetton ricopre l’incarico di vice presidente.








