Il logo di Msc anche sulle petroliere. Sembra proprio di sì.
O, almeno, a questa ipotesi crede molto Lloyd’s List che, insieme ad altri media stranieri, accostano l’armatore Gianluigi Aponte alla possibilità di acquistare anche navi tanker.
Un settore completamente nuovo per Msc che finora ha finalizzato i suoi molteplici investimenti marittimi in contenitori, terminal logistici, crociere, e traghetti.
Secondo quanto riporta Lloyd’s List, ripreso anche da Shipping Italy, Aponte e la sua famiglia preparano il debutto nel segmento delle navi petroliere Vice attraverso un accordo con il gruppo armatoriale sudcoreano Sinokor.
E così, mentre gli Stati Uniti e i paesi occidentali mettono nel mirino le navi della cosiddetta “flotta ombra” (destinata alla demolizione in caso di pace tra Russia e Ucraina secondo molti analisti di mercato), c’è chi pensa che quel petrolio dovrà comunque essere trasportato e ci sarà bisogno navi armate regolarmente per svolgere attività perfettamente legali.
E non basta, c’è anche il fronte Sud che richiederà navi per il trasporto di prodotti energetici: il controvalore del Piano Mattei con i Paesi Africani, infatti, prevede proprio lo scambio di formazione e tecnologie con prodotti energetici.
Gli investimenti
Secondo le interpretazioni di molti analisti, da tempo la compagnia Sinokor si è mossa sul mercato acquistando una quarantina di petroliere usate.
E qui Lloyd’s List non lascia margini di dubbi quando sottolinea che sarebbero investimenti realizzati con fondi di Aponte, e di “aver avuto la conferma da un dirigente a conoscenza diretta del finanziamento”.
La stessa fonte avrebbe anche aggiunto che a questo grande progetto nel settore delle petroliere sono stati destinati fino a 5 miliardi di dollari.
Anche diversi altri soggetti coinvolti in transazioni collegate indicano la famiglia al vertice di Msc quale finanziatrice degli accordi.
Secondo quanto appurato dal giornale britannico i contratti di vendita di almeno alcune delle navi oggetto di acquisto sarebbero stati firmati da società collegate al gruppo con sede a Ginevra.
E nel piano non ci sarebbero, però, solo acquisti sul mercato di seconda mano ma anche ordini per otto nuove navi Vlcc del cantiere navale cinese Hengli Heavy Industry, lo stesso al quale Msc ha già commissionato almeno 20 portacontainer della classe Megamax alimentate a Gnl.
Vedremo nelle prossime settimane come evolverà questo nuovo filone di investimenti attribuiti a Msc.
Per ora Lloyd’s List fa notare che sono diversi i segnali che indicano un massiccio investimento nel settore da parte di Aponte.
A parte ciò, comunque, gli accordi restano avvolti in accordi e clausole di riservatezza.
E infatti in questa fase, sottolinea Shipping Italy, non è ancora chiaro se le due parti abbiano formalmente costituito una joint venture per la costruzione di petroliere o se sia stato concordato un qualche tipo di scambio azionario o di asset (petroliere in cambio di portacontainer).
Da dicembre, Sinokor è stata associata all’acquisizione di circa 40 Vlcc costruite tra il 2010 e il 2016, con prezzi dichiarati che vanno da 68 milioni di dollari a oltre 100 milioni di dollari per nave.
Uno dei venditori ha dichiarato a Lloyd’s List che la decisione di vendere è stata facile perché il prezzo offerto era “da sogno” per un tonnellaggio relativamente datato.
È probabile che questo shopping di navi cisterna prosegua ancora.
Tra le navi acquistate ne risultano 8 in arrivo da Frontline, 6 dalla belga Cmb.Tech, 3 dalla Zodiac Maritime con sede nel Regno Unito e 2 dalla International Seaways quotata a New York.
Tra i venditori figurano anche diversi armatori greci come Dynacom Tankers (George Prokopiou ha confermato la vendita di 12-13 Vlcc con consegne programmate nelle prossime due settimane), Capital Maritime (guidata da Evangelos Marinakis), Tms Tankers (di George Economou), Kyklades Maritime (della famiglia Alafouzos) e Chandris Group.








